Bonus busta paga 2023: rischio stipendi più bassi 😲 il motivo è sconvolgente

Governo Meloni, il bonus busta paga 2023 a rischio per i lavoratori? Le ragioni dell’eventuale stop, cosa potrebbe succedere

Sul bonus busta paga 2023 attenzione alta, dal momento che potrebbe esservi il rischio di vederlo saltare: gli aspetti da sapere e cosa potrebbe succedere.

Bonus busta paga
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Non si tratta di qualcosa di certo, al momento è bene sottolineare che si parla di ipotesi, tuttavia potrebbe esservi il rischio di veder saltare, per i lavoratori, il bonus busta paga 2023. Ciò, a seguito delle possibili difficoltà economiche cui dovrà far fronte il neo Governo Meloni nei mesi a seguire.

L’esecutivo che ha appena firmato infatti, come noto, deve e dovrà affrontare una situazione complessa, con tanti provvedimenti che dovranno esser rivisti e prorogati per famiglie e imprese.

A parlarne nell’approfondimento è Money.it, che spiega anche tra questi vi è proprio la conferma o meno del taglio del cuneo fiscale. Una misura attuata dall’uscente Governo Draghi per lavoratori con reddito minore di 35mila€. E che ha portato l’aumento degli stipendi.

Sebbene il Cdx si è mostrato sempre d’accordo con la conferma dello sgravio contributivo del due per cento, soffermandosi anche su altri tagli per sostenere aziende e lavoratori, al contempo l’esecutivo dovrà occuparsi prima della verifica delle relative risorse.

Occorrono infatti – si legge – 4,5 miliardi per la conferma del taglio del cuneo fiscale in legge di bilancio. Se per la manovra ne occorreranno quasi trenta miliardi, soltanto per le misure per cui vi è urgenza, attualmente vi è limitazione delle risorse.

Bonus busta paga 2023 a rischio? I motivi e cosa potrebbe accadere e comportare

Tanti i temi rilevanti sul tavolo del nuovo Governo Meloni, che dovrà affrontare varie sfide come nel caso del Lavoro e della Ministra Calderone: cosa potrebbe accadere.

Altro aspetto poi importante, quello della riforma pensioni, con il 2023 che potrebbe essere l’anno dell’attesa svolta: cinque le proposte.

Tornando però al punto in oggetto, l’esecutivo a guida Giorgia Meloni dunque, si legge su Money.it, pur favorevole alla misura legata al Governo Draghi del 2022 circa il taglio del cuneo fiscale al due per cento, e tenendo l’aliquota contributiva (dipendenti) al 7,19 per cento, potrebbe non disporre di abbastanza risorse dal punto di vista economico, per la conferma in legge di bilancio.

Il costo sarebbe di 4,5 miliardi di € all’anno. Una cifra non bassa, tenendo conto che trenta quasi occorreranno solo per le misure cui vi è urgenza. E si pensi al caro-energia. Attualmente, il tesoretto nella disponibilità dell’esecutivo è di circa dieci miliardi.

Una cifra che servirà tanto per la proroga di talune misure prossime alla scadenza a novembre, quanto alla legge di bilancio.

Qualora il denaro non bastasse, ci si porrebbe alla presenza di un bivio: e dunque quali misure scegliere, col rischio di una eventuale non conferma del taglio cuneo fiscale.

Cosa potrebbe accadere senza la conferma del taglio del cuneo fiscale

In tal senso, qualora ciò accadesse, le buste paga sarebbero minori sin da 01.01.23. Un rischio per i lavoratori con reddito minore di 35mila€, che hanno già visto la penalizzazione con la riforma fiscale del 2022. In seguito all’abolizione dell’ex bonus Renzi per redditi maggiori di 15mila€.

Qualora non venisse confermato lo sgravio fiscale, dal 7,19 per cento attuale, l’aliquota contributiva (dipendenti) salirebbe al 9,19 per cento. Dunque un lavoratore il cui stipendio lordo è di 2mila€, vedrebbe una riduzione pari a quaranta €/mese.

Approssimativamente cinquecento venti € all’anno, tenendo conto anche della tredicesima. Seicento cinquanta €/anno per chi percepisce stipendi da 2500€ lordi al mese.

Oltre a ciò, esecutive e famiglie dovranno fronteggiare l’inflazione in crescita, e le relative conseguenze legate alla perdita del potere d’acquisto degli stipendi. I quali, sono fermi da trent’anni quasi se non anche calati.

Tante quindi le sfide complesse da dover affrontare per il nuovo esecutivo, in particolar modo se, oltre alla conferma della misura, lo scopo in ordine era quello che si legava anche a fare altri tagli al cuneo fiscale.

Occorre ad ogni modo sottolineare che al momento si tratta di scenari, ipotesi e congetture. Aggiornamenti e più chiarezza in tal senso arriveranno con la legge di bilancio e molto dipenderà dal fatto che l’esecutivo riesca a trovare un modo per l’aumento delle risorse. 

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