Scopriremo chi può andare in pensione con 56 o 61 anni di età e 15 anni di contributi. La platea è ristretta, vediamo che ci rientra.
Il sistema pensionistico italiano permette a pochi lavoratori di lasciare il lavoro a 56 o 61 anni. Ecco le condizioni da rispettare.
La flessibilità in uscita dal mondo del lavoro è il desiderio dei lavoratori italiani. La speranza è che il nuovo esecutivo introduca misure strutturali che possano accogliere questa richiesta ma la tempistica lascia dubbi. Il tempo a disposizione per il Governo è troppo poco per creare una Legge di Bilancio 2023 ricca di novità e per modificare in modo efficace il sistema pensionistico italiano. Ricordiamo che l’Italia è tra i Paesi in cui vengono erogate le pensioni più basse in Europa e che gli importi sono sempre più inadeguati rispetto al costo della vita. Come si può riempire una bottiglia da tre litri se si ha un solo litro di acqua a disposizione? Le spese sono superiori alle entrate ed è per questo che si chiede un cambiamento. Nell’attesa che arrivi scopriamo chi può attualmente lasciare il lavoro a 56 o 61 anni, con ben 9 e 6 anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia.
Uscire dal mondo del lavoro inoltrando domanda di pensionamento a 56 anni è possibile per le donne con invalidità superiore all’80%. Questa forma di pensionamento anticipato spetta, naturalmente, anche per gli uomini con lo stesso grado di invalidità ma con età differente, 61 anni. Per quanto riguarda il requisito contributivo corrisponde a 20 anni.
Tenendo conto che la normativa stabilisce una finestra temporale di dodici mesi per la decorrenza, l’età finale di pensionamento sarà 57 anni per le donne e 62 anni per gli uomini. Per accertare l’invalidità ai fini del pensionamento, diversa da quella di invalidità civile, sarà necessario che il lavoratore si sottoponga ad un’ulteriore visita medica.
La pensione anticipata per invalidi è una pensione di vecchiaia a tutti gli effetti. Di conseguenza sarà possibile lasciare il lavoro a 56 e 61 anni di età con 15 anni di contributi rientrando nelle Deroghe Amato. Parliamo di tre diverse possibilità riservate a chi ha versato tutti i contributi prima del 1992, a chi è stato autorizzato prima del 1992 al versamento dei contributi volontari (indipendentemente dall’averli poi versati o meno) e a chi ha un’anzianità contributiva di almeno 25 anni con 10 anni in cui non ha versato le 52 settimane contributive necessarie per la copertura dell’intera annualità.
Gli invalidi che rispettano uno di questi tre requisiti potranno accedere alla pensione in anticipo avendo maturato solo 15 anni di contributi.
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