Tra i tanti strumenti di investimento i BTP sono una delle scelte dei risparmiatori perché possono contare su una scadenza a lungo termine.
L’Italia non aveva un tasso di inflazione così alto (quasi del 9%) dagli anni Ottanta. Inflazione che continua a salire sconvolgendo il mercato finanziario.
L’inflazione pesa anche sul conto corrente e per questo in molti stanno trovando alternative più convenienti per conservare i propri risparmi. Anche gli interventi del governo Draghi e le previsioni fino al 2023 non sono molto positivi.
Puntare sui BTP, soprattutto su quelli a lungo termine, potrebbe essere la scelta migliore perché avranno un rendimento più alto. La scelta per un buon investimento può ricadere su due BTP a 15 anni con cedola fissa.
Si tratta di titoli a lungo termine (ma non lunghissimo) che scadono entrambi nel 2037: uno il 1° febbraio (ISIN: IT0003934657) e l’altro il 1° marzo (ISIN: IT0005433195).
I due titoli di Stato hanno però tassi di interesse differenti: quello con scadenza febbraio 2037 ha un tasso del 4%, invece, quello che scade a marzo ha un tasso dello 0,95%. La differenza è causata della data di emissione perché il primo fu emesso nel 2005. Era un periodo durante il quale le condizioni del mercato finanziario erano molto diverse rispetto a quelle in atto durante l’emissione del secondo titolo (primi mesi del 2021).
Di conseguenza, i due titoli sono quotati nel mercato in modo differente. Il BTP febbraio 2037 a 93,60 centesimi, mentre quello di marzo a 62 centesimi. Quindi, le cedole nette, cioè rapportate ai prezzi, quindi effettive sono del 3,75% e dell’1,35%. Bisogna però ricordare che il rendimento di entrambi i titoli è del 4,75%.
Puntare sul primo titolo potrebbe essere conveniente perché a lungo termine il guadagno sarebbe più soddisfacente. Tra l’altro, con il limite d’inflazione fissato al 2% dalla BCE, il BTP febbraio 2037 continuerebbe a mantenere il potere di acquisto del capitale per le cedole elevate staccate ogni sei mesi.
Al contrario, invece, il titolo di marzo 2037 con una cedola netta così bassa potrebbe (forse!) essere rimborsata alla pari dell’inflazione. Però è proprio questo titolo che sul mercato secondario si acquista a poco prezzo. Il motivo è proprio la variazione dei rendimenti che, se scendessero, potrebbero portare il titolo a un improvviso rialzo delle quotazioni. Quindi, è questo il titolo di Stato che i risparmiatori potrebbe trovare più interessante per un investimento sul lungo termine.
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