Riscaldamento ridotto: ci saranno dei controlli anche nelle case? La situazione è preoccupante

Con l’arrivo dell’inverno e con l’aumento delle bollette del gas in molti si preoccupano delle nuove regole sul riscaldamento.

I termosifoni dovranno essere accesi con temperature più basse. È questo quello che prevede il piano del governo.

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Inoltre, ha stabilito dei nuovi limiti con la riduzione delle temperature di un grado sia nelle abitazioni private sia negli uffici. La decisione è stata anticipata da un decreto e nei prossimi giorni sarà pubblicata una guida con le indicazioni in merito all’accensione dei termosifoni e alle temperature per l’impianto di riscaldamento.

In molti però si chiedono se ci saranno dei controlli per verificare che le regole sia applicate veramente e da chi saranno effettuati. Tra l’altro, in caso di controlli questi saranno effettuati anche nelle abitazioni private? Vediamolo insieme.

Riscaldamento: ci saranno dei controlli e da parte di chi? La situazione preoccupa i cittadini

Il piano del governo sulla riduzione di “apertura” del riscaldamento in abitazioni private e negli uffici preoccupa gli italiani che ancora non hanno capito ci saranno dei controlli. Ma soprattutto se i controlli saranno effettuati anche nei confronti dei privati.

Secondo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, i controlli ci saranno ma il governo si affiderà soprattutto al buon senso e alla responsabilità delle singole persone. Insomma, i controlli potrebbero esserci ma senza andare a ledere la privacy dei singoli cittadini.

In ogni caso, i controlli potrebbero essere affidati a incaricati che rilasceranno un attestato di certificazione energetica e raccomanderanno sull’uso consapevole del riscaldamento per ottenere una prestazione migliore dell’impianto. Comunque sia, non riguardano i riscaldamenti autonomi.

Le nuove regole per il funzionamento del riscaldamento e l’accensione dei termosifoni sono state pubblicato in un decreto firmato dal ministro Cingolani.

Il piano del governo prevede anche una guida (vademecum) pubblicata da ENEA nella quale sono indicati: le modalità di impostazione dei termosifoni; regolare la temperatura della caldaia a gas; gestire le valvole termostatiche.

Invece, gli amministratori dei condomini avranno 10 giorni di tempo (dalla data di pubblicazione) per inviare la guida ai condomini riguardo alle regole e le indicazioni pubblicate da ENEA.

L’Italia divisa in fasce climatiche

La temperatura prodotta da termosifoni è ridotta di un grado e di un’ora al giorno perché diminuiscono i tempi di accensione e spegnimento. Nello specifico, si accendono 8 giorni dopo e saranno spenti 7 giorni prima rispetto al 2021.

Forse non tutti sanno che, ai sensi del DPR numero 412 del 26 agosto 1193, l’Italia è divisa in 6 fasce climatiche (dalla Zona A alla Zona F) a secondo della temperatura esterna giornaliere. Di conseguenza, cambiamo anche le date di accensione e spegnimento del riscaldamento.

La Zona A comprende città/regioni con clima più caldi, mentre la Zona F città e regioni più fredde. In sintesi, quindi il riscaldamento dovrà essere acceso e spento in questo periodo di tempo:

  • A: 1° dicembre – 15 marzo (6 ore giornaliere);
  • B: 1° dicembre – 31 marzo (8 ore giornaliere);
  • C: 15 novembre – 31 marzo (10 ore giornaliere);
  • D: 1° novembre – 15 aprile (12 ore giornaliere);
  • E: 15 ottobre – 15 aprile (14 ore giornaliere);
  • F: nessuna limitazione.
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