La busta paga sarà più ricca per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato. In arrivo un doppio aiuto che porterà incrementi medi di 180 euro.
Il Decreto Aiuti Ter ha introdotto due novità che permetteranno ai lavoratori di ottenere un’entrata maggiore rispetto al solito.
L’esecutivo uscente con il DL Aiuti Ter ha tentato di incrementare le retribuzioni dei dipendenti attraverso il taglio del cuneo fiscale del 2%. L’intento era di sostenere i cittadini contro l’inflazione cercando di erogare buste paga più ricche ma, purtroppo, le casse dello Stato non sono ricche e un aiuto più concreto non è stato possibile. Lo sgravio contributivo del 2%, infatti, non porterà grossi aumenti ma solo poche decine di euro. Ad incidere maggiormente, invece, interverrà la seconda misura prevista dal Decreto ossia il Bonus 150 euro, erede del Bonus 200 euro. In totale, dunque, la media degli incrementi dovrebbe aggirarsi intorno ai 180 euro. Non è molto ma servirà per pagare una bolletta oppure la spesa alimentare o qualche pieno di carburante.
I cittadini devono accontentarsi mentre si attende di conoscere quali interventi verranno messi in atto dal nuovo Governo che fatica a formarsi, forse per una maggiore attenzione ai nomi da inserire nell’esecutivo.
All’inizio del 2022 il Governo ha optato per uno sgravio contributivo dello 0,8% per cercare di sostenere i lavoratori. Poi la situazione è peggiorata, le conseguenze della guerra in Ucraina e dello squilibrio geopolitico internazionale sono diventare ancora più drammatiche con l’inflazione all’8,9% e tanti cittadini vicini alla soglia di povertà. Di conseguenza l’esecutivo si è attivato per cercare di sostenere la popolazione in questo contesto economicamente difficile. Prima con il Bonus 200 euro poi con la decisione di erogare una seconda agevolazione ma ad una platea più ristretta. I 150 euro, infatti, sono destinati unicamente a chi ha avuto un reddito personale inferiore a 20 mila euro nel 2021 contro il 35 mila euro del Bonus 200 euro una tantum.
La somma arriverà con la busta paga del mese di novembre senza necessità di inviare domanda. Unica condizione avere uno stipendio a novembre inferiore a 1.538 euro. I dipendenti del settore privato, poi, dovranno inoltrare l’autodichiarazione così come successo per la prima agevolazione estiva. Dovranno indicare di rispettare il limite reddituale, di non avere nel nucleo percettori di RdC (in questo caso il Bonus è concesso unicamente al titolare di Reddito di Cittadinanza) e di non aver già percepito la maggiorazione.
Lo sgravio del 2% verrà applicato sulle ultime sei mensilità del 2022. Ciò significa che i dipendenti dal mese di ottobre vedranno importi maggiori di poche decine di euro in busta paga con l’aggiunta degli arretrati di luglio, agosto e settembre. Destinatari della decontribuzione sono coloro che hanno una busta paga lorda inferiore a 2.692 euro.
Per comprendere l’ammontare degli aumenti indichiamo una ventina di euro lordi su una retribuzione di mille euro fino ad arrivare ad un massimo di 40 euro circa per chi guadagna 2 mila euro al mese. Da ricordare, infine, che lo sgravio è previsto anche sulla tredicesima di dicembre.
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