Si parla di una Pace fiscale con rottamazione di cartelle esattoriali (e non solo) e sanzioni del 5%. I debitori attendono notizie ufficiali.
I contribuenti con debiti possono tirare un sospiro di sollievo, una nuova Pace fiscale arriverà con il Governo di centro destra.
Mentre si attende l’insediamento del prossimo esecutivo con un nuovo premier al comando, si prevede Giorgia Meloni, si pensa ai possibili interventi che verranno messi in atto con la Legge di Bilancio 2023. Le decisioni che il Governo sarà chiamato a compiere sono numerose e delicate. Dalle pensioni al Reddito di Cittadinanza, dalla povertà all’inflazione fino all’aumento degli stipendi. Tante questioni da risolvere in poco tempo senza tralasciare l’importanza di altri provvedimenti. I cittadini in debito con il Fisco, ad esempio, attendono un aiuto in relazione al pagamento delle cartelle esattoriali e di altri tributi. Ebbene, con molta probabilità il sostegno arriverà sotto forma di una nuova Pace fiscale con rottamazione di cartelle e debiti.
Le rottamazioni e le sanatorie degli ultimi anni non sono bastate a far diminuire il numero dei contribuenti debitori. Le difficoltà nei pagamenti sono sempre le stesse e tanti cittadini si trovano con onerose cartelle esattoriali da pagare. Voci di corridoio annunciano l’introduzione di una generosa Pace Fiscale nei piani del nuovo Governo.
A differenza della rottamazione delle cartelle, del saldo e stralcio e del condono automatico di tutte le cartelle fino al 2010 con importo inferiore a 1.000 euro, la nuova Pace dovrebbe includere anche i debiti IRPEF, IRAP, IVA. Aggiungiamo i debiti del bollo auto, della TARI, dell’IMU. Parliamo di debiti recenti – di pertinenza di enti anche diversi dal Fisco – che non sono ancora arrivati all’Agenzia delle Entrate Riscossione per procedere con l’incasso coattivo.
Il Governo dovrebbe avere in mente una rottamazione di debiti e cartelle. Tributi, tasse, imposte non pagate dovrebbero essere scontate a condizione che non siano state ancora immesse a ruolo. L’idea sarebbe quella di applicare una sanzione fissa e una sanzione una tantum.
I cittadini debitori dovrebbero, quindi, pagare una sanzione del 5% sugli importi dovuti escludendo ogni altro onere, sanzione e interessi che solitamente incidono notevolmente sull’importo finale. In più, il debito verrebbe rateizzato in cinque anni in modo automatico e indipendentemente dall’importo.
Lo scopo è aiutare i contribuenti a regolarizzare la propria posizione con il Fisco mentre si garantisce un gettito importante allo Stato che in maniera diversa non avrebbe. Il provvedimento, in conclusione sarebbe vantaggioso sia per le famiglie che per il Governo.
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