Pensione anticipata: attenzione, per i lavori usuranti è necessario questo documento

Coloro che svolgono lavori gravosi possono accedere alla pensione anticipata. Ci sono, però, dei requisiti da rispettare.

I lavori usuranti sono quelle attività lavorative che, in base alle norme previdenziali, permettono di usufruire della pensione anticipata.

pensione anticipata
Foto Canva

I lavoratori che svolgono delle mansioni gravose, possono andare in pensione con 4 anni di anticipo rispetto all’ordinaria età pensionabile, oppure 1 anno e 10 mesi prima rispetto alla pensione anticipata ordinaria. Le attività usuranti, quindi, permettono l’accesso sia all’APE Sociale sia a Quota 41.

Per il 2022, è stato ampliato il novero dei lavori gravosi che consentono la fruizione dell’Ape Sociale, mentre è rimasto invariato l’elenco previsto per Quota 41 per i lavoratori precoci. Per conoscere se un determinato mestiere consente di poter sfruttare tali agevolazioni, è utile consultare l’elenco stilato dal Ministero.

Pensione anticipata: cosa si intende per lavoro usurante

È abbastanza lunga la lista dei lavori usuranti che consentono di accedere alla pensione anticipata. Dagli infermieri nelle sale operatorie alle ostetriche, passando per i maestri e gli educatori degli asili nido. Fanno, poi, parte di tale categoria i camionisti ed i lavoratori del settore edile. Per verificare l’elenco completo bisogna consultare la Tabella 1 del Decreto ministeriale n. 208 del 1999.

I lavoratori addetti a tali mansioni hanno il diritto di godere dell’uscita anticipata dal mondo lavorativo, attraverso due strumenti: Quota 41 e Ape Sociale.

Per ulteriori approfondimenti, leggi il seguente articolo: “Quota 41 per tutti: i retroscena della proposta della Lega“.

Per alcune categorie di mestieri, non è sufficiente la sussistenza del rapporto di lavoro, ma la legge prescrive la necessità di ulteriori requisiti. Ad esempio, nel settore dell’edilizia, non tutti gli operai edili hanno la facoltà di andare in pensione in anticipo. In alcuni casi, infatti, bisogna allegare alla domanda di congedo una determinata documentazione. Ed inoltre, si deve inviare la cd. domanda di certificazione del diritto all’assegno pensionistico. Si tratta di una domanda preventiva, da compilare e consegnare prima della domanda di pensione vera e propria.

Modelli AP116 e AP117: in cosa consistono?

Per poter usufruire del congedo anticipata dalla vita lavorativa, è obbligatorio che l’attività svolta dal richiedente sia idonea alla pensione. Bisogna anche che ci sia la conferma dello svolgimento del mestiere usurante per almeno 7 degli ultimi 10 anni di carriera o 6 degli ultimi 7 anni.

Non è sufficiente, dunque, che il proprio lavoro rientri in quello della Tabella 1 del Decreto ministeriale n. 208 del 1999. L’interessato, infatti, deve allegare alla domanda una dichiarazione da parte del datore di lavoro. Si tratta di un documento che il datore deve redigere usando i modelli messi a disposizione dall’INPS e scaricabili sul sito ufficiale dell’Istituto.

Il Modello da utilizzare è quello AP116, mentre per il lavoro domestico il Modello AP117. Sono, poi, necessari i documenti in fotocopia, per attestare che la specifica attività lavorativa, la qualità dell’attività e i periodi necessari per rientrare nella categoria del lavoro usurante.

Per scoprire tutti i dettagli su Ape Sociale e Quota 41, consulta: “Quota 41, uscita anticipata per lavori precoci e usuranti: scopriamo le differenze“.

Pensione anticipata per lavori gravosi: la certificazione da presentare

Per i lavoratori che svolgono mansioni usuranti è necessario l’inoltro della certificazione richiesta. Su tale documentazione devono essere indicati i periodi in cui è stata svolta l’attività lavorativa in questione e deve essere allegato lo specifico contratto di lavoro applicato (CCNL).

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Deve essere specificato anche il livello di inquadramento e le mansioni svolte. Questi dati possono essere reperiti dal prospetto paga, dal libro matricola, dal libretto di lavoro, dai prospetti delle turnazioni o dagli ordini di servizio. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro non sia più presente, perché deceduto, fallito o irrintracciabile, è sufficiente la presentazione di un’autocertificazione.