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Economia

Assegno unico: oggi è più semplice ottenere i soldi, lo ha annunciato l’Inps

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Una novità che intende snellire le procedure relative alla domanda ed all’assegnazione dell’assegno unico è stata confermata dall’istituto di previdenza. Ecco come funziona e perché è utile. 

Una nuova semplificazione burocratica in tema di assegno unico è in arrivo e si combina proprio con la logica di questa misura di sostegno al reddito, che ha inteso accorpare e razionalizzare le iniziative a favore della natalità e della genitorialità.

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Di fatto la novità è stata da poco resa pubblica dall’istituto di previdenza e certamente sarà ben accolta dai genitori, che incassano l’importo mensile dell’assegno unico al di là dell’ISEE – anche se come vedremo la sua entità ha un oggettivo rilievo. Si tratta di un aiuto economico per ogni figlio a carico fino ai 21 anni di età (no limiti per i figli disabili).

Ebbene, la semplificazione si riassume nei termini seguenti: se la situazione ISEE del nucleo familiare non è variata rispetto all’anno precedente, non sarà necessario rinnovare la domanda di assegno.

Proprio così: Il prossimo anno le famiglie non dovranno fare il rinnovo della domanda di assegno unico (come indicata dalla legge) se la situazione Isee non è la stessa. Ma attenzione: l’Inps deve essere comunque a conoscenza di tutti i dati utili per versare l’importo mensile.

Si tratta dei dettagli forniti dal Direttore Generale Inps negli ultimi giorni. Vediamo allora un po’ più da vicino questa notizia sull’assegno unico, che certamente farà piacere a moltissime persone.

Domanda per l’assegno unico: l’ISEE è obbligatorio o facoltativo?

Rimarchiamo un aspetto molto importante: al fine di ottenere l’assegno unico, l’ISEE non è formalmente obbligatorio. Ebbene sì, presentare l’ISEE non è un elemento essenziale ai fini della richiesta e del versamento dell‘assegno unico e universale per figli a carico, tuttavia non presentarlo è controproducente per i beneficiari.

Infatti questi ultimi incasseranno soltanto l’importo minimo previsto, perciò chi non si munisce di questo fondamentale indicatore della situazione economica della famiglia è considerato al pari di coloro che presentano un ISEE maggiore di 40mila euro.

Vero è che l’assegno unico ai figli mira a controbilanciare le detrazioni per i figli a carico fino a 21 anni e gli assegni al nucleo familiare (ANF), che oggi non compaiono più in busta paga.

Domanda per l’assegno unico: quando?

In base alle norme che hanno introdotto il nuovo assegno unico e universale, la domanda per il versamento dell’assegno:

  • deve essere presentata a partire dal primo gennaio di ogni anno;
  • va riferita al lasso di tempo incluso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda e quello di febbraio dell’anno posteriore.

Il punto che qui preme ricordare è però il seguente: l’adempimento in oggetto – come spiegato dall’Inps – dovrà essere rispettato dai genitori la cui situazione patrimoniale e/o reddituale sia cambiata rispetto all’anno precedente.

In termini pratici, i casi sono due:

  • per le famiglie che hanno un ISEE al di sopra dei 40mila euro (o senza ISEE), l’assegno unico permarrà nella misura minima anche nel 2023. Queste potranno fare domanda per l’assegno senza presentare alcun attestato ISEE;
  • le famiglie che hanno la quota di assegno unico correlata ad un ISEE al di sotto dei 40.000 euro dovranno comunque effettuare il rinnovo dell’ISEE al fine di conservare la qualifica di beneficiarie dell’importo di sostegno alla natalità e genitorialità.

Chi però invece non ha registrato modifiche alla situazione patrimoniale e/o reddituale non dovrà fare alcuna domanda di rinnovo.

Quando scatta l’assegno unico per chi ha fatto domanda?

Ricordiamo infine che chi non ha ancora fatto richiesta ad hoc, può comunque farla entro la fine del mese, per cominciare a incassare l’assegno dal mese posteriore a quello della domanda.

Tuttavia coloro i quali non hanno fatto richiesta entro il 30 giugno scorso, non potranno più conseguire tutte le mensilità arretrate a cominciare dallo scorso marzo. Le regole vigenti infatti non ammettono sconti a riguardo e, a cominciare dalle domande fatte dal mese di luglio si ha diritto a incassare solo la mensilità dal mese posteriore – senza più alcun arretrato.

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