Salvare la tredicesima potrebbe non essere possibile: pensionati, attenzione!

I pensionati rischiano di perdere la tredicesima sottovalutando alcuni importanti dettagli. Vediamo qual è l’aspetto da non dimenticare per salvare i propri soldi.

Ape sociale e tredicesima, la questione richiede un’analisi approfondita per capire il collegamento tra misure.

tredicesima
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La tredicesima mensilità spetta a circa 16 milioni di pensionati, inclusi i percettori della pensione di reversibilità. Viene erogata in un’unica soluzione nel mese di dicembre insieme al cedolino della pensione oppure separatamente. Solitamente i versamenti partono prima del periodo natalizio per offrire una boccata di ossigeno ai cittadini e incentivare gli acquisti. Per quanto riguarda l’importo, la tredicesima corrisponde ad un dodicesimo della retribuzione annua ossia ad una mensilità. Parliamo, dunque, di un regalo che i pensionati (e i lavoratori) ottengono una volta all’anno. Purtroppo, però, c’è chi rischia di non ricevere l’erogazione se non trascorsi diversi anni. Il riferimento è ai cittadini che decidono di andare in pensione anticipata avvalendosi dell’APE Sociale. La misura prevede già in partenza dei tagli sull’importo e non prevede l’assegnazione della tredicesima.

Niente tredicesima con l’APE Sociale

L’Ape Sociale è una misura pensata per favorire l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per alcune categorie di cittadini. L’età del pensionamento si raggiunge a 63 anni e si continuerà a ricevere la prestazione fino al compimento dei 67 età, ossia fino alla maturazione dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia. Si rivolge ai disoccupati rimasti senza lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale di un rapporto di lavoro. Tra i beneficiari troviamo, poi, i lavoratori che assistono da almeno sei mesi un familiare con grave disabilità e i lavoratori con grave riduzione della capacità lavorativa con grado di invalidità superiore al 74%.

Si aggiungono alla lista i lavoratori con almeno 36 anni di contributi che hanno svolto per almeno sette anni negli ultimi dieci o sei anni negli ultimi sette una professione gravosa. La lista è lunga; citiamo i tecnici della salute, gli operatori della cura estetica, i docenti di scuola materna ed elementare, artigiani e agricoltori, conduttori di forni, operatori di macchinari e conduttori di mulini.

I dettagli della prestazione

La misura dell’Ape Sociale consente di andare in pensione quattro anni prima del raggiungimento della pensione di vecchiaia. I contributi necessari sono 36 per i lavori gravosi, 32 per chi lavora nell’edilizia e 30 per tutte le altre categorie di beneficiari. La richiesta di uscita anticipata dovrà essere inoltrata all’INPS entro il 31 marzo dell’anno in corso. Ad oggi, l’APE Sociale ha scadenza fissata al 31 dicembre 2022. Ciò significa che se non dovesse essere prorogata, nel 2023 lo scivolo pensionistico sparirà (a meno che i requisiti non si siano raggiunti nel corso del 2022).

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Condizione necessaria per ottenere la pensione anticipata è non superare il limite massimo dell’assegno di 1.500 euro. Inoltre, la prestazione viene erogata per 12 mensilità. Ciò significa che la tredicesima non verrà corrisposta se non una volta maturati i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia. Compiuti i 67 anni si potrà ottenere la mensilità aggiuntiva.