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Economia

Giorgia Meloni premier, cosa accadrebbe al limite dei contanti in caso di vittoria

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Se Giorgia Meloni diventasse premier salterebbe, con molta probabilità, il limite del pagamento in contanti.

Mentre il giorno delle elezioni si avvicina, cerchiamo di capire come influirebbe la vittoria del centro-destra sui pagamenti in contanti.

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Il prossimo 25 settembre gli italiani saranno chiamati a compiere una scelta fondamentale per il loro futuro. Chi non è ancora preparato a compierla dovrà mettere da parte incertezze, rabbia, frustrazione, diffidenza per compiere un dovere ben preciso. Partecipare attivamente ed esprimere il voto che potrebbe cambiare le sorti dell’Italia. La campagna elettorale è partita immediatamente dopo la caduta del Governo Draghi e i politici sono già alle prese con bei discorsi, propositi e promesse a cui gli italiani – diciamo la verità – faticano a credere. Parlare di fiducia nella classe politica è un po’ come parlare di neve ad agosto in una città di mare ma, nonostante lo scetticismo i cittadini devono compiere il proprio compito. Tra le questioni affrontate durante la campagna, oltre al tema pensioni spicca il caso del limite dei pagamenti in contanti.

La situazione politica in campagna elettorale

I sondaggi segnalano, ad oggi, come possibili successori di Mario Draghi al Governo Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia e Enrico Letta del PD. Al momento il centro destra è in testa ma il futuro dell’Italia verrà definito unicamente il 25 settembre 2022. Tra le tematiche centrali dei dibattiti della campagna elettorale troviamo il limite ai pagamenti in contanti. Gli schieramenti politici si trovano su posizioni differenti. A favore delle soglie il Movimento 5Stelle e il centro sinistra. Obiettivo è la lotta all’evasione fiscale e il raggiungimento di una maggiore trasparenza delle operazioni. Il centro destra, al contrario, vuole lasciare maggiore libertà ai contribuenti ed evitare che le banche raccolgano troppo potere e possano monitorare ogni transazione.

Nell’ultimo anno abbiamo assistito all’introduzione di misure volte ad aumentare i controlli – il POS obbligatorio per esercenti e professionisti – e a passi indietro – il limite di pagamento in contanti prima abbassato e poi rialzato a 1.999,99 euro. L’abbassamento è stato evitato grazie a Giorgia Meloni, Berlusconi e Matteo Salvini, contrati alla soglia massima. Si parla addirittura di abbattimento oppure di innalzamento a valori ben più elevati.

Giorgia Meloni, candidata premier, e il limite ai contanti

Con Giorgia Meloni premier il limite di pagamento in contanti resterebbe di 1.999,99 euro nel 2023 in attesa di una discussione più approfondita. Le ipotesi parlano anche di un innalzamento a cifre più elevate come previsto in tanti altri Paesi Europee. In effetti non ci sono direttive dall’Unione Europea che impongano una soglia limite da rispettare. In alcune nazioni non esiste alcun importo massimo di pagamento e dove è presente riguarda somme molto più elevate di 2 mila euro. La Commissione Europea si è addirittura espressa in favore di una maggiore libertà per i contribuenti e sembrerebbe che la Meloni voglia seguire questa linea di condotta.

Questa decisione non deve far credere, però, che la lotta all’evasione si fermi o che la digitalizzazione venga messa da parte. I controlli continuerebbero e le armi utilizzate sarebbero differenti per impedire che i furbetti imbroglino lo Stato. Alzando o abolendo il limite, invece, si sosterebbe quella parte della popolazione che non ha un conto corrente perché meno abbiente oppure le persone più anziane che non hanno un bancomat. Inoltre si eviterebbe la creazione di posizioni di rendita per il sistema bancario, sistema che non sempre si è dimostrato trasparente e affidabile nella gestione dei soldi dei contribuenti.

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