Il reddito di cittadinanza è una delle misure più popolari e discusse tra le misure di sostegno alle politiche attive del lavoro.
Questo è quanto risulta dai dati dell’INPS. Il reddito di cittadinanza (RdC) è stato istituito nel gennaio 2019 tramite un decreto-legge.
Prevede il reinserimento lavorativo e l’inclusione sociale. I beneficiari (in realtà i nuclei familiari) devono possedere determinati requisiti economici. Se il nucleo è formato da persone con un’età superiore ai 67 anni il reddito di cittadinanza diventa pensione di cittadinanza (PdC). Stessa cosa se nel nucleo familiare vi sono persone con un’età inferiore e con disabilità grave o non autosufficienti.
Per accedere al reddito di cittadinanza sono necessari i seguenti requisiti reddituali, patrimoniali e residenziali. Quindi, i beneficiari devono avere rispettivamente:
Questa misura deve essere riconosciuta dall’INPS. In caso positivo, l’importo è erogato tramite un accredito su una carta elettronica, la cosiddetta carta reddito di cittadinanza. Il meccanismo di calcolo si basa sul valore del reddito familiare in base al numero dei componenti del nucleo familiare.
Comunque sia, l’importo annuale del reddito non può essere inferiore a 480 euro. L’importo massimo invece è di 16.560 euro per il reddito di cittadinanza e di 18.432 euro per la pensione di cittadinanza.
Tra l’altro con il DL Aiuti Bis si cambia registro: tutte le novità del reddito di cittadinanza. È noto che fin dall’inizio questa misura non è piaciuto ad alcuni partiti politici.
Anzi, Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) non ha mai nascosto la propria riluttanza su questa misura giungendo anche a “combatterla” non solo per cambiarlo radicalmente ma anche per eliminarlo in maniera totale.
Infatti, se Fratelli d’Italia vincesse le elezioni con il centrodestra (e sembra che i sondaggi diano il partito come favorito) le sorti del reddito di cittadinanza potrebbero drasticamente cambiare.
Lo prevede propria la bozza del programma del centrodestra. Infatti, nel punto 9 dal titolo «Stato sociale e sostegno ai bisognosi» afferma l’intento di sostituire il reddito “con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro”.
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