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Economia

Taglio del cuneo fiscale, il risvolto della medaglia toglierà il sorriso ai lavoratori?

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Il taglio del cuneo fiscale garantirà un aumento in busta paga per i lavoratori. Alcuni cittadini, però, sospettano un risvolto della medaglia poco rassicurante.

Un dubbio comincia a riempire i pensieri dei lavoratori. Il taglio del cuneo fiscale di oggi influirà sull’importo della pensione di domani?

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Tra gli interventi del Decreto Aiuti Bis prende piede il taglio del cuneo fiscale per aumentare le buste paga dei lavoratori. Un adeguamento delle retribuzioni al costo della vita è indispensabile per non far perdere eccessivamente potere d’acquisto ai soldi dei cittadini. L’inflazione, infatti, ha raggiunto gli 8,9 punti percentuali e le previsioni per i prossimi mesi sono tutt’altro che rosee. Di conseguenza, per poter affrontare i prezzi odierni occorre che gli stipendi attuali cambino come è successo con l’arrivo del Bonus 200 euro. Inizialmente si era fatta strada l’idea di una proroga della misura una tantum fino a dicembre ma poi è subentrato un altro piano, un secondo taglio del cuneo fiscale. Allo sgravio contributivo già attivo dello 0,8% si aggiungerà uno sconto dell’1% arrivando, così, all’1,8%. Si stimano, così, aumenti medi in busta paga di 200 euro. La domanda che in tanti si stanno ponendo è se questo esonero di oggi inciderà sull’importo dell’assegno pensionistico in futuro.

Taglio del cuneo fiscale, la pensione diminuirà?

Il taglio del cuneo fiscale coinvolgerà i lavoratori dipendenti con reddito fino ai 35 mila euro (stipendio mensile inferiore a 2.692 euro lordi). Lo sgravio sarà dell’1,8% e durerà fino alla fine del 2022. Dato che l’esonero riguarda la parte di contributi versati dal lavoratore, è lecito domandarsi se questo taglio inciderà in futuro sull’importo della pensione.

Prima dello sgravio, il lavoratore privato versava il 9,19% di contribuzione mentre il datore di lavoro il 23,81% (per un totale del 33%). Nel settore pubblico, invece, le percentuali sono rispettivamente dell’8,80% e del 24,20%. Con l’introduzione dell’esonero contributivo dello 0,8% la quota del lavoratore di riduce mentre aumenta l’imponibile fiscale su cui viene calcolato l’IRPEF. Questa imposta, infatti, si calcola sulla base dei contributi versati che diminuendo portano inevitabilmente ad un aumento dell’IRPEF.

Arriva il momento del responso

Pur versando meno contributi la pensione non verrà toccata. La parte mancante, infatti, non è persa ma coperta dall’INPS attraverso le risorse stanziate con la Legge di Bilancio 2022. Lo 0,8%, dunque, verrà versato dall’ente di previdenza per conto del lavoratore e concorrerà al calcolo dell’assegno pensionistico.

I lavoratori potranno sorridere per l’aumento in busta paga senza pensare che il regalo influirà sulla pensione. È l’IRPEF, in realtà, che rovinerà la festa ai dipendenti dato che verrà calcolata su un imponibile più elevato risultando più elevata e riducendo, così, l’aumento spettante.

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