Un aumento in busta paga con il caricamento diretto dei buoni pasto. Scopriamo i dettagli della proposta che coinvolgerà 3 milioni di lavoratori.
Se i buoni pasto venissero caricati direttamente sulla busta paga i lavoratori riceverebbero un aumento. La proposta è realmente vantaggiosa?
Nell’aria c’è l’intenzione di caricare i buoni pasto sulla busta paga. L’importo mensile aumenterebbe per i lavoratori e contemporaneamente si risolverebbero alcune problematiche relative allo strumento di risparmio per i dipendenti. Ad oggi il progetto si trova nel piano delle idee ma una sua realizzazione potrebbe non essere molto lontana. La richiesta di un cambiamento parte da Altroconsumo dopo aver constatato l’importanza di una modifica al sistema. Ad oggi circa 3 milioni di lavoratori percepiscono i buoni pasti per un importo totale di 3,2 miliardi di euro. La maggior parte dei cittadini utilizza i buoni per pagare la spesa alimentare. I prezzi dei beni di prima necessità hanno raggiunto livelli talmente alti che garantirsi un risparmio è fondamentale in attesa di provvedimenti governativi come il taglio dell’IVA. Se si assiste ad un guadagno per i lavoratori da una parte si notano costi onerosi per i commercianti dall’altra parte.
I commercianti hanno iniziato da qualche settimana a rifiutare i buoni pasti. Le commissioni d’incasso sono, infatti, onerose e rappresentano una perdita non indifferente. Si stima, in media, una percentuale compresa tra il 10% e il 20% del buono che si traduce in un incasso minore. Su una spesa di 30 euro, per esempio, il commerciante ne incassa 27 oppure 24 oppure a seconda della percentuale applicata.
Se il sistema non dovesse essere modificato i lavoratori non troverebbero più alcun negoziante disposto ad accettare i buoni pasto e di conseguenza questo strumento di risparmio diventerebbe inutile. Altroconsumo pone l’accento su questa rilevante problematica e propone una soluzione idonea.
La soluzione perfetta sarebbe caricare direttamente i buoni pasto nello stipendio del lavoratore. La maggiore liquidità potrebbe essere ugualmente spesa per acquistare generi alimentari senza obiezioni da parte dei commercianti che non subirebbero alcuna perdita. Allo stesso tempo si assisterebbe a quell’aumento in busta paga tanto atteso per affrontare l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto. Naturalmente i lavoratori si aspettano che vengano messe in atto altre misure promesse dal Governo Draghi per aumentare le retribuzioni (un esempio è un ulteriore taglio del cuneo fiscale). Il nuovo esecutivo riuscirà a realizzarle per salvare la popolazione dai rincari?
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