Legge 104 e maggiorazione ANF: è necessario il parere medico INPS ad hoc? La risposta non lascia dubbi

Maggiorazioni ANF, la Cassazione ha stabilito che serve una visita specifica dei medici Inps, anche nei confronti del percettore della pensione di invalidità.

Sempre necessario il parere medico legale dell’INPS per il riconoscimento dell’ANF sulla pensione, nel caso in cui il pensionato sia già titolare di una prestazione di invalidità civile. Lo ha chiarito la Cassazione.

Legge 104 e maggiorazione ANF
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Una sentenza di una settimana fa emessa dalla Corte di Cassazione fa chiarezza sul caso del riconoscimento della pensione di invalidità e la possibile maggiorazione dell’ANF – assegno per il nucleo familiare.

In particolare secondo la Suprema Corte il fatto che un pensionato invalido sia titolare della pensione di invalidità civile non fa scattare in via automatica anche la maggiorazione ANF. Il motivo è semplice: occorre a questo proposito il parere medico legale tramite l’Istituto di previdenza sociale. Insomma, non basta la mera titolarità e dunque il possesso dei requisiti che danno luogo all’assegnazione della pensione suddetta.

La sentenza è la n. 16170 dello scorso 24 maggio ed in essa si trova peraltro specificato che non può ritenersi comunque idoneo l’accertamento sanitario già svolto, ai fini del diritto alla maggiorazione ANF. Vediamo allora più da vicino questo recente provvedimento della Cassazione, che certamente non mancherà di interessare molti pensionati.

Maggiorazione ANF e pensione di invalidità civile: il caso concreto

Onde chiarire l’importanza della sentenza in oggetto, ci appare opportuno ricordare in sintesi la vicenda che ha portato la Cassazione a pronunciarsi. Ebbene, un invalido già titolare di pensione di inabilità civile aveva domandato il versamento degli ANF sul trattamento pensionistico senza, però, sottoporsi al giudizio medico legale dell’INPS.

Il pensionato infatti considerava il requisito sanitario già conseguito, in sede di valutazione dell’invalidità civile. Nei precedenti gradi di giudizio, i giudici accolsero la sua tesi imponendo all’INPS il pagamento degli ANF, con annessi arretrati maturati fin dall’attestazione della commissione sanitaria in relazione alla domanda di invalidità civile – a suo tempo presentata dall’anziano.

Tuttavia, arrivati all’ultimo grado di giudizio, la Corte di Cassazione ha ribaltato la situazione, riconoscendo invece le tesi della parte avversaria – come di seguito diremo.

La sentenza della Cassazione fa chiarezza

Nella sentenza del 24 maggio scorso si può leggere che:

  • siccome il giudizio sanitario reso in sede di valutazione dell’invalidità civile include situazioni di diversificata gravità,
  • mentre il requisito medico legale da considerare come presupposto degli ANF deve essere per forza di effettiva e severa gravità come richiesto dalla legge n. 222 del 1984 sulla revisione della disciplina della invalidità pensionabile,
  • la tesi dell’Inps va accolta al posto di quella del pensionato.

Proprio la legge appena menzionata ha previsto peraltro una unica nozione di ‘inabilità’, idonea ad integrare il diritto sia alla relativa pensione, sia alla pensione di reversibilità, sia ai fini del diritto agli assegni familiari. “Le persone che, a causa di infermità o difetto tisico o mentale, si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”, con queste parole la legge n. 222 del 1984 ha definito i soggetti che patiscono l’inabilità, costituendo di fatto il fondamento per la sentenza che ha dato ragione all’INPS.

Conclusioni

Sintetizzando infine quanto indicato nella sentenza, per le maggiorazioni ANF è necessario svolgere un nuovo e supplementare giudizio sanitario da parte dei medici INPS, al fine di poter accertare la presenza o meno di una invalidità media o grave.

In altri termini, la Suprema Corte ha ritenuto non corretto l’orientamento delle Corti dei precedenti gradi di giudizio che, invece, avevano riconosciuto la prestazione ANF pur in assenza dell’accertamento del necessario requisito sanitario che, come detto, non coincide con il differente riconoscimento della inabilità civile.

Insomma, serve il parere medico legale ad hoc dell’INPS per il riconoscimento dell’ANF sulla pensione dell’invalido, ovvero anche nel caso in cui questi sia già titolare di una prestazione di invalidità civile.

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