I lavoratori con disabilità e i caregiver che assistono un familiare con disabilità possono chiedere i permessi legge 104 (articolo 33).
La richiesta può essere fatta dai lavoratori dipendenti. Si tratta di tre giorni al mese che possono essere chiesti a ore oppure in giorni, la differenza è importante e non sempre la scelta è possibile.
Di regola, i permessi legge 104 sono chiesti solo da un familiare, considerato il referente unico. Ci sono però delle importanti novità in merito e l’Italia si prepara ad adattarsi.
In effetti, un decreto legislativo, che adegua alle direttive europee (n.1158/2019) la normativa della fruizione dei permessi legge 104, potrebbe modificare questa “regola”. Il decreto legislativo è già approvato dal Consiglio dei ministri. Attualmente è al vaglio della Camera; poi passerà in Senato.
In pratica, i permessi legge 104 potrebbero essere richiesti da più familiari della persona con disabilità (entro il secondo grado). In questo modo il referente unico verrebbe a decadere e la responsabilità dell’assistenza verrebbe divisa tra più membri del nucleo familiare. Purché, nella fruizione dei permessi, i familiari si alternino tra di loro.
Inoltre, si legge nella relazione illustrativa fornita dal Governo che tale decisione è importante e volta “all’esigenza di una più equilibrata condivisione dei compiti di cura tra i familiari che lo accudiscono, evitando che ricadano di fatto sulle donne, per effetto di un consolidato stereotipo culturale di genere”.
Poiché per fruire dei permessi è necessario che il familiare con disabilità sia convivente con il familiare che l’assiste, anche se residente per un breve periodo, in questo modo non bisogna presentare una nuova domanda per il riconoscimento dei permessi. Infatti, basterà indicare preventivamente quali sono i familiari che fruiranno dei permessi.
Tra le altre novità contenute nel decreto legislativo una riguarda il divieto di discriminazione sul posto di lavoro sia del dipendente con disabilità sia del lavoratore caregiver. Ma anche confermato la disciplina che consente ai conviventi di fatto di chiedere tre giorni di permesso mensile per l’assistenza del familiare. In questo caso uniformandosi alla disciplina prevista dalla legge sulle unioni civili e da una sentenza della Corte Costituzionale (sentenza numero 213 del 2016).
Un’altra novità potrebbe essere il diritto per i lavoratori che richiedono i permessi legge 104 di poter svolgere il lavoro in modalità agile (smart working), ovvero la possibilità da parte dei datori di lavoro di accogliere con priorità tale richiesta.
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