In Tribunale verrà finalmente discussa una maxi frode ai danni della ristorazione. Il caso eclatante della carne avariata con vermi venduta (anche) da Mc Donald’s.
In questi giorni forse verrà fatta giustizia. Il caso scoppiò 10 anni fa in Francia. Un’azienda specializzata nella macellazione di carni destinate poi alla ristorazione finì in uno scandalo immenso. Proprio come lo stabilimento del Belgio dove la cioccolata Ferrero è stata contaminata dalla Salmonella.
In questo caso, però, la frode fu volontaria. Gli scenari raccontati dalle parti in causa, raccapriccianti. I fatti risalgono al 2013, ma sembra che i primi sospetti vennero a galla nel 2008. Alcuni dipendenti (poi licenziati) della ditta che macellava carni avevano tentato di fermare la frode.
L’azienda, la Castel Viandes di Châteaubriant in Francia, ha perpetrato a lungo la frode prima di finire sotto accusa. E solo adesso, dopo 10 lunghi anni, comincerà il processo in Tribunale. Dovranno difendersi da pesanti addebiti l’allora responsabile della qualità e il responsabile della produzione. Le accuse sono gravissime: aver “commercializzato carne non idonea al consumo umano e falsificato i documenti relativi alla tracciabilità dei prodotti.”
Ciò che emerge dalle dichiarazioni è più che inquietante. La ditta di macellazione riforniva grandi catene di supermercati (Auchan e Carrefour e altri) e anche Mc Donald’s. Le prime denunce raccontavano di azioni altamente lesive nei riguardi della salute pubblica.
Intere partite di carne avariata venivano riconfezionate e etichettate con nuove date di scadenza. Ma erano contaminate da batteri, anche Salmonella, e ad uno stadio di deperimento tale che all’interno proliferavano vermi.
Un ex dipendente, disgustato da quelle pratiche, nel 2008 denunciò il tutto alle autorità competenti. Venne anche licenziato, e a tutt’oggi sta ancora lottando per il risarcimento del danno subito. Ciò non avverrà fino a che i responsabili di quanto accaduto non verranno condannati definitivamente.
L’azienda incriminata, dal canto suo, si difende con argomentazioni generiche. Secondo il suo punto di vista, le accuse dell’ex responsabile della qualità denunciate nel 2008 erano irrilevanti. Addirittura tacciate come “accusatorie, calunniose e lesive dell’onore di tutti i suoi dipendenti e dirigenti“.
Si attende dunque giustizia. La Francia ha un alto interesse per questa faccenda, perché all’epoca lo scandalo travolse e indignò l’opinione pubblica.
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