Gruppo+sanguigno+e+ferritina+potrebbero+essere+usati+per+prevenire+l%26%238217%3Binsorgere+dell%26%238217%3BAlzheimer+e+Demenza
informazioneoggi
/2022/04/30/il-gruppo-sanguigno-e-la-ferritina-potrebbero-essere-usati-per-prevenire-linsorgere-dellalzheimer-e-demenza/amp/
Lifestyle

Gruppo sanguigno e ferritina potrebbero essere usati per prevenire l’insorgere dell’Alzheimer e Demenza

Published by

Secondo recenti studi, l’analisi di una particolare proteina e l’incidenza del gruppo sanguigno potrebbero essere usati per prevenire l’insorgere dell’Alzheimer.

La malattia, che come sappiamo è neurodegenerativa, colpisce milioni di persone in tutto il mondo ogni anno. Tra le varie metodologie usate per prevenire, diagnosticare e curare l’Alzheimer, oggi abbiamo una conoscenza in più. Un interessante studio è stato pubblicato su Nature Communications e ci svela incoraggianti prospettive.

Adobe Stock

Ma cosa c’entrano la ferritina e il gruppo sanguigno? Partiamo dal primo elemento, ovvero la ferritina. Una ricerca ha individuato questa proteina come potenziale marcatore per “misurare” l’Alzheimer. Stando agli scienziati, infatti, un alto livello di ferritina nel cervello concorre a sviluppare maggiormente la malattia. Di solito questa proteina si trova nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei tessuti scheletrici. I test condotti dal team dell’Università di Melbourne hanno dimostrato la correlazione con l’Alzheimer.

Ferritina e Gruppo Sanguigno: cosa hanno scoperto gli studiosi australiani

La ricerca ha coinvolto circa 300 persone, in un raggio di tempo di almeno 7 anni. Lo scopo, durante questo tempo, era quello di “verificare l’esistenza di biomarcatori legati alla comparsa e alla progressione di alcune forme di demenza, in particolare proprio l’Alzheimer.

Da questo lungo lavoro è emerso che “più alti sono i livelli di ferritina cerebrale, peggiore è la prognosi clinica.” Sembra addirittura che la correlazione sia così stretta che misurare questi livelli potrebbe bastare da sé a capire come e quanto evolverà l’Alzheimer nei pazienti.

Oltre a questi parametri, è stata trovata un’ulteriore correlazione con lo sviluppo della malattia. Che ricordiamo al momento interessa solamente in Italia circa 600 mila persone. Il nostro Paese è tra quello con maggior incidenza, sicuramente per il fatto che vantiamo una popolazione sempre più anziana.

Anche il gruppo sanguigno è stato preso in considerazione per capire meglio l’evoluzione dell’Alzheimer e soprattutto come curarlo. C’è uno studio condotto dal team dell’ospedale San Camillo di Venezia e del dipartimento di neuroscienze della Sheffield University pubblicato su “Brain Research Bulletin” . Sembra proprio che anche i gruppi sanguigni siano collegati alla malattia. In particolare, è stato rilevato che “gli individui di gruppo 0 sono più protetti, perché più ricchi di materia grigia.

Siamo comunque ancora lontani dal trovare il giusto “match” tra marcatori e sviluppo della malattia neurodegenerativa. Ma la ricerca continua e la speranza è che in un futuro non troppo lontano si possa comprendere meglio le probabilità di ammalarsi di Alzheimer. In questo modo si potranno attuare in tempo i primi interventi curativi.

Published by

Recent Posts

INPS lancia un servizio di video guida interattivo per neogenitori: tutto sul nuovo Assegno Unico e universale

L'INPS introduce una video guida interattiva per i neogenitori, semplificando la richiesta dell'Assegno Unico e…

13 ore ago

Mobilità docenti 2026: passaggio di ruolo batte trasferimento. Cosa dice davvero il CCNI

Mobilità docenti: differenze tra trasferimento, passaggio di cattedra e passaggio di ruolo. Ecco l’ordine delle…

3 giorni ago

Pensioni, quanto costa davvero ogni pensionato allo Stato: i numeri che raccontano il peso del sistema

Quanto spende davvero l’Italia per ogni pensione? I dati aggiornati su spesa totale, numero di…

1 settimana ago

Spreco alimentare, l’accusa che fa rumore: “In Italia il recupero del cibo è ancora beneficenza, non un servizio pubblico”

Spreco alimentare in Italia: meno cibo buttato, ma il recupero resta volontariato. L’accusa di Foodbusters…

3 settimane ago

Permessi retribuiti spettano ai docenti precari? La risposta è incredibile e non accontenta tutti

Il nuovo contratto Istruzione e Ricerca arriva con alcune novità riguardo ai permessi retribuiti per…

1 mese ago

Il mio datore di lavoro mi ha chiesto di giustificare i permessi 104: è legale?

Il dipendente che chiede di usufruire dei permessi 104 deve motivare la richiesta al datore…

1 mese ago