Il mutuo a tasso fisso vede costi alle stelle quest’anno, per colpa dell’inflazione e dell’aumento degli interessi. Ma a quanto ammonta la spesa per le famiglie italiane?
Il tasso di interesse di un mutuo è la cifra da pagare per ottenere il denaro richiesto in prestito. È identificato in percentuale e può essere applicato in vari modi, come il tasso fisso.
Il tasso fisso, quindi, è il prezzo espresso in percentuale, deciso con la banca, da pagare per la concessione del mutuo. Si calcola in modo tale da essere ripartito in rate di valore costante, per tutta la durata del mutuo. Come suggerisce la locuzione stessa, la percentuale non cambia col tempo ma, appunto, resta fissa, fino alla scadenza del prestito.
In Italia, i mutui a tasso fisso più vantaggiosi sono quelli stipulati con TAEG con tasso del 2% ed, a volte, dell’1,5%. Tuttavia, a causa del pesante aumento dell’Eurirs (il tasso usato come misura di riferimento per il calcolo degli interessi sui mutui a tasso fisso) negli scorsi mesi, si prevedono ulteriori rialzi.
Secondo le ultime stime, infatti, in relazione ai mutui trentennali, si è avuto un aumento dello 0,6% dall’inizio dell’anno. Dunque, questo vuol dire che gli interessi annui sui prestiti erogati per gli acquisti di immobili, probabilmente, aumenteranno dello 0,75%.
Ovviamente, tali preoccupazioni riguardano solo chi ha intenzione o è in procinto di richiedere un mutuo a tasso fisso, non chi lo ha già stipulato. Gli aumenti delle ultime settimane, purtroppo, avranno tragiche conseguenze sulle finanze di molte famiglie italiane.
Ad esempio: per un prestito di 100.000 euro con TAEG di 1,50% per 20 anni, la quota mensile da versare sarà di 482,55 euro. Con l’aumento del TAEG dello 0,75%, la percentuale arriverebbe al 2,25% e la rata mensile, quindi, a ben 517,81 euro. I mutuatari sarebbero costretti a corrispondere 35,26 euro in più al mese, per un totale annuo di 423,12 euro in più.
Alla fine dei vent’anni, quindi, il rincavo totale sarebbe consistente, di quasi 8.500 euro.
Le previsioni, purtroppo, non sono per nulla incoraggianti perché si temono degli aumenti mai verificatisi, per il mutuo a tasso fisso.
Nell’autunno del 2018, infatti, l’Eurirs a 20 anni era fermo intorno all’ 1,50%. Il picco più alto raggiunto risale a dieci anni fa, quando si aggirava intorno al 2,6%. Se ci fosse in ritorno a tale percentuale, il carico mensile per i nuovi mutuatari sarebbe di circa 100 euro, quasi 1.200 euro all’anno e più di 23.000 euro nei venti anni complessivi. Tutto questo, era impensabile fino a qualche mese fa e se non si corre ai ripari, gli effetti saranno fortemente dannosi per le famiglie, già duramente provate dalla crisi economica successiva alla pandemia e alla guerra.
Tutto questo, purtroppo, comporterà una diminuzione dei consumi e degli acquisti di altri beni. La situazione potrebbe migliorare con un aumento dei redditi, ma questa soluzione pare, purtroppo, ancora ben lontana.
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