L’istituto di Previdenza sta inviando migliaia di lettere a partite Iva, Artigiani e Commercianti sono invitati a controllare la posta.
L’INPS, dopo i rinvii a causa Covid sta ora ricominciando a “fare i conti”. La fine dell’emergenza è finalmente arrivata. Per certi aspetti siamo un po’ più “liberi”, agognando maggio quando si spera che tutto torni alla normalità. Per altri, lo Stato adesso vuole ciò che gli spetta. Artigiani e Commercianti dovranno mettere mani al portafogli.
Ma che tipo di avviso sta arrivando a molti di questi lavoratori? Fortunatamente non si tratta di cartelle esattoriali. Sono Avvisi bonari di pagamento. Però, i versamenti dovranno essere effettuati al massimo entro la fine di aprile. Scendiamo nel dettaglio e scopriamo cosa sta per arrivare nella posta di alcuni contribuenti.
L’oggetto delle lettere sono i contributi Inps Ivs relativi al 2020. Ricordiamo che erano stati momentaneamente sospesi a causa della pandemia. Ma è arrivato il momento di pagare i ratei del 3° e 4° trimestre, che secondo i tempi canonici sarebbero già più che scaduti.
Un messaggio ufficiale dell’INPS, il n.1430 del 30/03/22 non lascia scampo a dubbi: “L’INPS comunica agli iscritti alla Gestione Artigiani e alla Gestione Commercianti che sono in corso le elaborazioni degli avvisi bonari relativi alle rate della contribuzione fissa di settembre e novembre 2020 e di febbraio 2021. Gli avvisi sono a disposizione del contribuente nel Cassetto previdenziale artigiani e commercianti. Agli iscritti, o ai loro intermediari, che abbiano fornito un indirizzo di posta elettronica, verrà inviata una email di alert”.
Si tratta, come detto, di avvisi bonari e non di cartelle esattoriali. Ma dal momento della ricezione il contribuente dovrà pagare entro 30 giorni. Chi avesse già provveduto al saldo del debito, dovrà comunque inviare documentazione a prova del pagamento. Potrà effettuare la procedura telematicamente, sempre tramite l’area del Cassetto Previdenziale, seguendo gli step per arrivare alla sezione attinente.
Per qualcuno sarà un “ritorno alla normalità” un po’ costoso. Purtroppo o per fortuna chissà, con la fine della pandemia tutte le modalità “speciali” che erano state adottate vanno scomparendo. La speranza è che insieme alla situazione sanitaria migliori anche quella economica, molto provata non solo a causa del virus ma anche per via della guerra in Ucraina e di tutti gli sconvolgimenti che questa sta riversando a livello globale.
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