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Economia

Lavoro in nero, come dimostrare l’attività svolta per contributi e pensione

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Lavoro in nero, quante tipologie ne esistono al mondo e come può un lavoratore denunciare tutto. Vediamo nel dettaglio. 

Come molti contribuenti sanno, il lavoro in nero è una pratica molto diffusa nel nostro paese, nonostante sia illegale ed esistano pesanti sanzioni in merito. Se infatti si viene scoperti ad evadere le tasse, si possono rischiare fino a tre anni di carcere.

Pixabay

Nel caso in cui inoltre ci siano nel mezzo soldi pubblici, si rischiano anche condanne maggiori, fino a sei anni di detenzione.  

Lavoro in nero, le principali conseguenze di questa scelta

Naturalmente, chi lavoro in nero non può versare i contributi ed avrà problemi sia in futuro per la pensione, ma anche per vedersi riconosciute le indennità in caso di malattia. C’è però anche da dire che per molti lavoratori quella del nero non è una scelta, ma spesso una soluzione illegale imposta dal datore di lavoro. Molti però decidono di farlo anche per non perdere la Naspi, l’indennità di disoccupazione.

In questo caso è bene sapere che i controlli del fisco sono molto approfonditi per scovare chi sta perpetuando questa truffa. E le conseguenze spesso sono tutte sulle spalle dei lavoratori. Come si accennava in precedenza, lavorare in nero significa nei fatti restare fuori dall’Istituto di previdenza Sociale, e non vedersi riconosciuti i contributi per la pensione in futuro. Spesso la colpa è anche dei titolari delle attività, che pagano in nero i dipendenti e di questo non forniscono alcuna prova. 

Come denunciare il datore di lavoro se impone questa pratica

Così, se un giorno qualcuno volesse regolarizzarsi con lo stato, avrebbe troppe difficoltà a dimostrarlo. Per questo molti dipendenti a un certo punto decidono di fare causa alla loro azienda.Magari alcuni sono stati costretti a lavorare in nero sotto il ricatto, e decidono di denunciare al momento giusto.

In questo caso converrà sempre documentare tutto. Se ad esempio si riceve il denaro in contanti, bisogna andare a depositarlo in banca indicandolo come un supplemento della busta paga. Sarà possibile così dimostrare in seguito la regolarità dei pagamenti in relazione alla prestazione lavorativa svolta.

Ma anche laddove non avesse prove, il lavoratore può comunque denunciare tutto all’Ispettorato del lavoro. I datori di lavoro hanno infatti responsabilità penali sui redditi in nero dei loro dipendenti, e possono essere incriminati.

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