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Scuola

Prove Invalsi 2022, tra confusione e dubbi sul futuro: cosa c’è da sapere

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Le tante temute Prove Invalsi sono tornate appena qualche giorno fa. Infatti, dal 1° marzo tutti gli studenti italiani di ogni grado dovranno affrontare i test più odiati dai ragazzi.
 
Si inizia prima con tutti gli studenti del quinto anno della scuola superiore, quest’anno anche alle prese con la maturità 2022. Nei mesi a seguire, poi, la stessa sorte toccherà anche agli studenti più giovani.

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Ebbene, si prospetta un periodo di fuoco per tutti gli studenti italiani di ogni grado. I primi ad essere sottoposti a tale esercizio sono proprio i maturandi. Dallo scorso 1° marzo, infatti, fino alla fine del mese, quest’ultimi avranno modo di confrontarsi con quesiti di Italiano, Inglese e Matematica. Subito dopo, dal 1° al 30 aprile, poi, sarà la volta dei ragazzi della terza media. Gli alunni della seconda superiore, delle classi seconda e quinta elementare, infine, dovranno attendere il mese di maggio.

Prove Invalsi 2022, come si svolgeranno?

Sappiamo che tutte le classi, tranne i ragazzi delle suole primarie, dovranno svolgere le prove a computer. Infatti, i nuovi test Invalsi sono definiti di tipo “Computer Based Test (CBT)”, ciò vuol dire che, appunto, i ragazzi le svolgeranno online col sostegno di un computer. Di conseguenza, saranno utilizzate per l’occasione le aule scolastiche contenenti gli appositi strumenti.

Oltre ad esse, saranno impiegati anche i laboratori informatici. Per quanto riguarda, invece, gli alunni delle scuole primarie, essi sosteranno le prove alla vecchia maniera, quindi su carta.

I test somministrati come requisiti necessari per accedere alle università?

Gli anni passati ci hanno dimostrato come tali test si rivelassero un completo disastro per i nostri studenti. In molti, infatti, temevano per la propria media. Tuttavia, qualora le Prove Invalsi non andassero nel migliore dei modi, non c’è nulla da temere. Più nello specifico, vogliamo dire che la valutazione finale non avrà alcun tipo di ripercussione sulla futura carriera universitaria dei maturandi. In effetti, si tratta di un chiarimento necessario in quanto nei giorni scorsi “Il sole 24 ore” aveva avanzato una simile ipotesi.

Ma, per fortuna, a smentire quanto detto, ci ha pensato direttamente il Ministero dell’Istruzione assieme a quello dell’Università e della Ricerca. Più nello specifico, i due ministeri hanno sottolineato come i test non avranno alcuna influenza sulle prove di ingresso alle varie facoltà universitarie aventi l’accesso programmato.

Tanta, troppa confusione

Nonostante il periodo delle temute Prove Invalsi sia ormai iniziato, c’è da dire come nella scuola italiana regni ovunque la confusione. Secondo un sondaggio condotto da uno dei siti più usato dai ragazzi, Skuola.net, gli studenti non sanno affatto cosa spetta loro. In sintesi, possiamo affermare che i vari istituti non hanno avvisato nel tempo giusto i ragazzi. Così, quest’ultimi, assieme ai loro professori, si ritrovano totalmente disorientati e incapaci di comprendere cosa dovranno affrontare.

Secondo il sondaggio poco prima citato, circa il 18,9% degli studenti sapeva del periodo dei test invalsi. Una percentuale che, in termini molto banali, equivale a 1 su 5 alunni. Invece, il 10,3% ipotizzava come tale periodo avesse inizio nel mese di aprile. Il 12,2%, sempre sulla stessa scia, pensava, invece, che le stesse si svolgessero a maggio. Da cosa deriva una simile omissione è davvero un mistero.

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