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Dietrofront, l’Italia torna in Stato di Emergenza: cosa sta succedendo

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L’annuncio arriva con un comunicato stampa. L’Italia torna in Stato di Emergenza. Ma perché il Governo ha preso questa decisione? L’aggiornamento.

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Il Consiglio dei Ministri, con un “decreto lampo” approvato all’unanimità, ha deciso di intervenire dopo l’evoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina. Il coinvolgimento dell’Italia sembra sempre più concreto, e viene davvero da chiedersi se entreremo in guerra, e se saremo parte attiva insieme alla NATO. Nella delibera, è stato dichiarato lo stato di emergenza per altri 3 mesi. Il provvedimento contempla anche diverse misure economiche, per la precisione 3 miliardi di Euro. Ma cosa significa esattamente?

Italia in Stato di Emergenza, il comunicato da Palazzo Chigi

Il Premier Mario Draghi dopo la decisione presa e la stila del decreto, emette un comunicato stampa, che chiarisce le motivazioni dello stato di emergenza. Queste le sue parole: “Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per intervento all’estero in conseguenza degli accadimenti in atto nel territorio dell’Ucraina. L’adozione del provvedimento è necessaria al fine di assicurare il concorso dello Stato italiano nell’adozione di tutte le iniziative di protezione civile anche attraverso la realizzazione di interventi straordinari ed urgenti a supporto delle operazioni di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, interventi da svolgersi durante lo stato di emergenza

Il dispiegamento delle forze italiane

Il Decreto, ricordiamo approvato all’unanimità, contiene ben 7 diversi articoli specifici che contemplano movimenti ad ampio raggio, anche economici. Alla domanda su quanti uomini siano già impiegati nelle operazioni “militari”, Draghi risponde: “Le forze italiane che prevediamo essere impiegate dalla Nato sono costituite da unità già schierate in zona di operazioni. Circa 240 uomini attualmente schierati in Lettonia, insieme a forze navali, e a velivoli in Romania; e da altre che saranno attivate su richiesta del Comando Alleato. Per queste, siamo pronti a contribuire con circa 1400 uomini e donne dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, e con ulteriori 2000 militari disponibili. Le forze saranno impiegate nell’area di responsabilità della Nato e non c’è nessuna autorizzazione implicita dell’attraversamento dei confini. L’Italia e la Nato vogliono trasmettere un messaggio di unità e solidarietà alla causa ucraina e di difesa dell’architettura di sicurezza europea“.

Il messaggio vuole essere, appunto, forte e chiaro. Per quanto riguarda invece le disposizioni economiche, “Per tale primo intervento sono stati stanziati tre milioni di euro, a carico del Fondo per le emergenze nazionali, che comprendono, al netto di quanto sarà rimborsato dall’Unione europea, gli oneri che verranno sostenuti per il trasporto, il dispiegamento e il reintegro dei materiali.

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