Sulla rivista Communications Biology sono stati pubblicati i risultati dello studio che ha analizzato la relazione pollice-intelligenza.
Lo studio è stato condotto dall’Università di Reading e quella di Durham. I risultati parlano di un legame tra le dimensioni del cervello e quelle del pollice in 95 specie di primati, incluso l’uomo. L’intelligenza, dunque, sembrerebbe essere legata alla lunghezza del dito, vediamo in quale modo.
La ricerca è giunta ad una conclusione, le persone con i pollici più lunghi potrebbero essere più intelligenti. Lo studio ha dimostrato che in ognuna delle specie analizzate più lungo è il pollice maggiore è la dimensione del cervello. Per i ricercatori si tratta di un’evoluzione contemporanea di pollici e cervello in milioni di anni.
I primati sviluppavano migliori capacità manuali per imparare a maneggiare gli oggetti e contemporaneamente il cervello è cresciuto per elaborare la nuova abilità in modo efficace. Nel tempo le capacità si sono perfezionate sempre di più con la continua evoluzione del cervello. Lo studio è stato condotto su 95 specie di primati moderni ed estini, anche sugli essere umani oltre che sugli scimpanzè, gorilla, scimmie, lemuri, babbuini, oranghi e uistiti.
I ricercatori hanno attestato una relazione coerente nelle specie studiate, più il pollice è lungo più il cervello è grande. Certamente questa dimensione di cervello denota una differente intelligenza tra l’uomo e le altre specie di primati. Il cervello della nostra specie è significativamente più grande rispetto quello degli altri primati e, infatti, l’intelligenza umana superiore non è in discussione. Nel confronto tra primati, ad un pollice più grande è correlato un cervello più grande e una maggiore intelligenza.
All’interno della nostra specie, però, è stata confutata l’idea che ad un cervello di dimensioni maggiori corrisponda una più spiccata intelligenza. La grandezza non equivale necessariamente ad una maggiore potenza cognitiva. A fare la differenza sono l’organizzazione del cervello e l’estensione delle sue connessioni.
Noi essere umani abbiamo sempre pensato di avere eccezionali doti cognitive rispetto il mondo animale grazie alla massa del cervello e al numero di cellule nervose. In realtà il cervello degli elefanti e delle balene hanno un cervello molto più grande del nostro. La massa non è l’unica discriminante nel definire l’intelligenza, sia tra specie diverse che nella stessa specie. Come detto ha molta più incidenza il coordinamento del cervello più che la grandezza. Se anche avete un pollice molto lungo e, dunque, un cervello grande non è detto che siate pure più intelligenti degli altri. Questa è la verità.
Un dettaglio spesso trascurato durante il lavaggio può compromettere la tua lavatrice. Chiunque abbia una…
Un gesto quotidiano che sembra sicuro può nascondere rischi che pochi conoscono davvero. Succede spesso:…
È possibile usufruire della pensione anticipata senza subire penalizzazioni se si svolge il ruolo di…
La pompa di calore si può comprare con gli incentivi al contrario di altri sistemi…
Cambiare i vecchi elettrodomestici non è sempre semplice: il costo può diventare un ostacolo per…
Un errore comune nella pulizia può trasformare un alleato in cucina in un problema difficile…