In quale prodotto conviene investire: titolo di Stato a tasso fisso e costante oppure con cedola variabile? Ecco la risposta.
Tra i titoli di Stato collocati nella scorsa seduta del 30 luglio, ci sono il BTP con scadenza a 10 anni e cedola fissa al 3,60% e il Certificato del Tesoro legato all’Euribor in scadenza nel 2034.
Il primo (Codice ISIN IT0005648149) è stato emesso il 2 maggio 2025 e staccherà la prima cedola il 1° ottobre, con un rendimento parziale dell’1,495082%. Le altre cedole, invece, avranno un rendimento pieno del 3,60%, fino alla data di estinzione e di rimborso. Trattandosi di un Buono del Tesoro Poliennale, il capitale investito è sempre garantito alla scadenza e le cedole fisse vengono corrisposte ogni sei mesi. Per chi porta il titolo alla scadenza, inoltre, possono essere previsti dei premi fedeltà. Ma quali sono, invece, le caratteristiche del Certificato del Tesoro legato all’Euribor e quale dei due prodotti consente di mettere al sicuro i risparmi degli investitori?
L’altro titolo è il CCTeu 7 anni, con emissione al 15 aprile 2025 e scadenza fissata per il 15 aprile 2034. A differenza del BTP con scadenza decennale, il Certificato del Tesoro non prevede una cedola fissa e costante ma variabile. In pratica, l’emittente paga uno spread fisso, che ora è pari all’1,05%, e una parte variabile determinata a seconda dell’andamento dell’Euribor a 6 mesi. Per quanto riguarda, in particolare, il CCTeu 7 anni, il tasso annualizzato ammonta al 3,294%, mentre il tasso cedolare semestrale all’1,674%.
Ma quale dei due prodotti assicura rendimenti più elevati? Quello con tasso fisso e costante oppure quello con tasso variabile? Non esiste una risposta assoluta a tale quesito, perché bisogna considerare le esigenze concrete degli investitori. Bisogna, tuttavia, sottolineare che il ritorno del CCTeu è sempre coerente con i rendimenti di mercato. Ipotizzando una serie di scenari differenti tra una decina di anni, come un aumento del costo della vita e dei tassi di interesse e il crollo dell’inflazione e dei rendimenti, sarebbe da preferire il CCTeu nel caso dell’aumento dei tassi di interesse, mentre il BTP converrebbe nell’ipotesi opposta. In conclusione, la difficoltà sta nel capire quali possano essere le condizioni future, ma si tratta di un lavoro e una scelta che possono essere fatti in maniera ponderata esclusivamente dai diretti interessati.
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