Cosa succede quando il percettore di NASpI matura i requisiti per la pensione di vecchiaia? Deve dire addio all’indennità? Ecco la verità.
L’indennità di disoccupazione è un sussidio che spetta ai dipendenti che hanno perso il lavoro in maniera involontaria e che possiedono almeno tredici settimane di contributi nei quattro anni antecedenti la disoccupazione.
La NASpI viene pagata mensilmente e ha un importo che varia a seconda del periodo per il quale è stata prestata attività lavorativa prima dell’interruzione. In particolare, è corrisposta per metà delle settimane contributive accreditate negli ultimi quattro anni e la cifra spettante dipende dallo stipendio percepito durante questo lasso di tempo.
Se il reddito è pari o inferiore a 1.425,21 euro, la NASpI sarà del 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni. Se, invece, la retribuzione media è maggiore, al 75% sarà sommato il 25% della differenza tra lo stipendio medio mensile e 1.425,21 euro. Dopo il novantesimo giorno, la prestazione si riduce del 3% per ogni mese. Ma cosa succede se, mentre si riceve l’indennità di disoccupazione, si maturano i requisiti per la pensione anticipata? Scopriamo cosa stabilisce la legge.
Chi percepisce l’indennità di disoccupazione e raggiunge i presupposti per la pensione anticipata può continuare a ricevere il beneficio economico fino alla decorrenza della prima rata dell’assegno pensionistico? Al riguardo la legge è molto chiara.
Non esiste, in tal senso, alcun limite legislativo e, dunque, all’interessato verrà normalmente pagata la NASpI anche durante i mesi di finestra mobile che intercorrono tra la maturazione dei requisiti per la pensione anticipata e il versamento della prima rata. A ribadire tale concetto è stato l’INPS, tramite la Circolare n. 88/2019.
Dopo l’introduzione, con la Legge n. 4/2019, della finestra di 3 mesi per la pensione anticipata, dunque, l’erogazione dell’indennità di disoccupazione è prolungata durante tale lasso di tempo. Solo per i dipendenti pubblici ex INPDAP iscritti alla Cassa per le Pensioni ai Dipendenti degli Enti Locali (CPDEL), alla Cassa per le Pensioni ai Sanitari (CPS), alla Cassa per le Pensioni agli Insegnanti di Asilo e di Scuole Elementari Parificate (CPI) e alla Cassa per le Pensioni agli Ufficiali Giudiziari (CPUG), la finestra mobile è stata fissata a quattro mesi nel 2025, a 5 mesi nel 2026, a 7 nel 2027 e a 9 mesi dal 2028. In questi casi, di conseguenza, la percezione della NASpI spetterà per più tempo.
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