Se, in seguito agli accertamenti, il Fisco riscontra delle anomalie può emanare delle sanzioni. Questa regola vale anche per i minorenni? La legge non ha dubbi.
I minorenni possono ricevere controlli fiscali e possono essere interessati da atti impositivi.
Tutte le persone fisiche (ossia i soggetti passivi d’imposta), infatti, possono ricevere accertamenti fiscali ed essere destinatari di cartelle di pagamento.
Si tratta di un principio che è stato diffuso di recente dalla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Sicilia.
I giudici hanno evidenziato come le persone fisiche sono soggetti passivi d’imposta indipendentemente dalla loro età e, quindi, anche a carico di coloro che non hanno ancora raggiunto il diciottesimo anno possono essere disposte verifiche fiscali.
Nel dettaglio, la sentenza n. 1080/15 del 7 febbraio 2024 richiama l’art. 1, comma 1, del Codice Civile e l’art. 2, comma 1, del TUIR. Entrambe le norme sottolineano che la capacità giuridica si acquista con la nascita e che le persone fisiche sono considerate soggetti passivi.
Alla luce di queste osservazioni, i giudici hanno stabilito che è assolutamente legittima la notifica di un’ingiunzione di pagamento nei confronti di un minorenne. Ma cosa rischiano i minorenni che hanno problemi con il Fisco? Scopriamolo.
Nel caso in cui un contribuente non adempi correttamente agli obblighi fiscali, può essere destinatario di un provvedimento impositivo, a seguito di un apposito accertamento.
Quest’ultimo consiste nell’attività amministrativa con la quale il Fisco controlla la presenza di un’evasione e incoraggia l’interessato a regolarizzare spontaneamente la propria situazione. L’atto di accertamento viene emanato, di solito, dall’Agenzia delle Entrate (nel caso in cui si tratti di tributi statali) oppure da un Ente locale (ad esempio, il Comune nell’ipotesi di mancato pagamento dell’IMU o della TARI).
Le attività attraverso le quali si esplica il controllo fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate sono le seguenti:
Ma, come abbiamo anticipato, i minorenni possono anche ricevere delle cartelle esattoriali. In tal caso, l’Agenzia delle Entrate Riscossione viene incaricata di recuperare le somme dovute e non pagate, emerse dalle verifiche fiscali.
Il recupero è anticipato proprio dalla cartella esattoriale, nella quale è contenuto l’invito a versare gli importi evasi nel termine di 60 giorni. Viene, quindi, prima informato il contribuente inadempiente dell’accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate e poi viene notificata la cartella di pagamento.
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