L’INPS ha la facoltà di liquidare le pensioni anche solo in modalità provvisoria. Quali prestazioni sono coinvolte e come rimediare?
Alcuni assegni pensionistici vengono liquidati in tempistiche più brevi rispetto alle scadenze ordinarie, per tutelare determinate categorie di contribuenti.
Si tratta soprattutto delle prestazioni di invalidità che, per le particolari condizioni in cui versano i beneficiari, sono erogate velocemente.
Può, capitare, in tali casi, che i titolari ricevano la comunicazione dall’Istituto di Previdenza con il prospetto di liquidazione della pensione di invalidità con quale, però, si precisa che l’assegno viene attribuito in maniera provvisoria. Cosa significa e in che modo bisogna ageire?
“La liquidazione è stata effettuata in via provvisoria per contribuzione in attesa di conferma“.
È questa la dicitura del prospetto di liquidazione che allerta i titolari delle prestazioni di invalidità. In queste ipotesi, non appena gli Uffici avranno tutti i dati necessari, la pensione verrà liquidata in maniera definitiva e si potranno ottenere tutte le somme spettanti e non ancora riscosse oppure, in caso di erogazione indebita, ci sarà il recupero delle somme versate in eccesso.
Il motivo per il quale una prestazione viene pagata solo provvisoriamente è legato alla necessità di accertamento di alcuni contributi da parte dell’INPS. Visto, però, che i titolari sono soggetti disabili, che hanno estrema urgenza di ricevere le somme, per non causare ulteriori disagi, l’Istituto di Previdenza paga la pensione immediatamente, ma in via provvisoria.
Quando, poi, ci sarà la liquidazione definitiva, all’interessato potrebbero spettare gli arretrati, nel caso in cui la pensione ordinaria sia maggiore di quella erogata in maniera provvisoria. In caso contrario, il beneficiario sarà costretto a restituire gli importi percepiti.
Di norma, il carattere provvisorio della pensione di invalidità è legato alla patologia posseduta dal titolare.
Alcune pensioni, ad esempio, sono riconosciute con obbligo di revisione dopo 12 mesi.
Tutti gli assegni di invalidità, però, devono sottostare alla revisione triennale. La pensione di invalidità, infatti, ha validità di tre anni e, al termine, si rinnova ogni tre anni (se persistono i requisiti relativi alla disabilità che hanno permesso la prima concessione).
Specifichiamo che, prima della scadenza dei tre anni, gli interessati devono assolutamente presentare richiesta di rinnovo, affinché la prestazione possa essere erogata con continuità.
La conferma della pensione ha efficacia dalla data di scadenza della domanda precedente se l’istanza viene inoltrata nei 6 mesi precedenti tale scadenza. In alternativa, l’assegno riparte dal primo giorno del mese successivo a quello di scadenza.
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