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Diabete, in arrivo un microchip miracoloso, sarà la cura definitiva?

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Alcuni ricercatori hanno ideato un microchip impiantabile per il trattamento del diabete, e non serviranno più iniezioni di insulina. 

Poter controllare il diabete è fondamentale per i soggetti che soffrono di questa patologia. Se di tipo 1, infatti, sono necessarie somministrazioni continue di insulina poiché il pancreas non riesce più a produrre questo ormone.

Grazie alla ricerca presto potrebbe arrivare la cura definitiva al Diabete di tipo 1 – InformazioneOggi.it

Chi ha il diabete di tipo 1 deve prestare costante attenzione ai livelli di glucosio nel sangue e spesso deve iniettarsi l’insulina tutti i giorni. Nonostante la terapia funzioni non è mai in grado di agire come se il pancreas funzionasse davvero, e questo comporta una qualità di vita più bassa del soggetto.

La ricerca ha dunque ideato un nuovo sistema che potrebbe rivoluzionare il trattamento dei soggetti insulino-dipendenti.

Come funziona il dispositivo che regola l’insulina in caso di Diabete di tipo 1

Daniel Anderson, professore presso il Dipartimento di ingegneria chimica del MIT e autore dello studio è molto entusiasta dei risultati raggiunti, anche se fino ad oggi la sperimentazione è avvenuta sui topi.

Presto il dispositivo impiantabile, però, potrebbe essere testato anche su soggetti umani affetti da Diabete di tipo 1. Uno dei vantaggi di questo tipo di strumento, tra l’altro, è che non necessiterebbe di alimentatori esterni, fili o cavi.

In pratica il “microchip” sarebbe costituito da cellule che producono l’insulina, e anche di un supporto vitale per le stesse, in modo che non gli manchi l’ossigeno per operare al meglio. Durante gli esperimenti sui topi si è ottenuto un ottimo risultato: “i topi a cui era stato impiantato il dispositivo generatore di ossigeno erano in grado di mantenere livelli normali di glucosio nel sangue, paragonabili a quelli degli animali sani“.

Gli esperimenti dovranno ancora continuare, anche per ovviare a delle criticità fisiologiche, come ad esempio l’attacco da parte del sistema immunitario che può compromettere la funzionalità del dispositivo. Ma i ricercatori sono ottimisti e a breve testeranno dispositivi anche ad animali più grandi dei piccoli mammiferi e poi alla fine si spera anche sugli esseri umani.

La speranza è che gli esperti siano sulla strada giusta e che presto la tecnologia sia utile a ideare un dispositivo in grado di dare numerosi benefici. In primis l’apporto corretto di insulina e ovviamente l’indipendenza dalle iniezioni quotidiane.

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