Come procedere in caso di mancato accoglimento o rigetto della richiesta di rottamazione delle cartelle? Vediamo come presentare ricorso all’Agenzia delle Entrate.
I cittadini che hanno inviato domanda di rottamazione delle cartelle e non sono stati accontentati possono presentare ricorso.
L’Agenzia delle Entrate può rigettare un’istanza spiegandone i motivi al contribuente. Non vedere accettata la rottamazione quater prevista dalla Legge di Bilancio 2023 significa dover corrispondere l’intero debito, comprese sanzioni e interessi. Per opporsi al diniego è possibile impugnarlo avanzando un ricorso.
Entro il 30 settembre arriverà la risposta dell’AdE alla domanda di accesso alla definizione agevolata. Meglio essere previdenti e sapere come muoversi in caso di rigetto. Il contribuente avrà la possibilità di impugnare la decisione entro 60 giorni dalla ricezione della lettera in cui si esprime il rigetto.
Potrà chiedere l’intervento della Corte di Giustizia tributaria di primo grado in caso di crediti tributari (IRAP, IVA, IRPEF…). Per gli altri crediti, invece, occorrerà coinvolgere l’Autorità Giudiziaria Ordinaria sempre rispettando il limite dei sessanta giorni dalla notifica.
La scadenza del 30 settembre per la risposta dell’Agenzia delle Entrate si allunga fino al 31 dicembre 2023 per tutti coloro che al 1° maggio 2023 avevano residenza, sede operativa o legale in uno dei Comuni colpiti dall’alluvione (Allegato 1 Decreto alluvioni).
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