Prestate attenzione ai segnali che vi lancia il vostro corpo, in quanto potrebbero preannunciare l’arrivo di un infarto. Ecco di quali si tratta.
Stando a quanto emerso da una ricerca vi sarebbero alcuni segnali in particolare da non sottovalutare, perché potrebbero essere premonitori di un infarto. Tali sintomi, inoltre, risultano differenti tra uomo e donna. Ecco di quali si tratta.
La salute è la più importante risorsa a nostra disposizione. Proprio per tale motivo è fondamentale prestare la massima attenzione a ciò che facciamo per cercare di evitare di dover fare i conti con spiacevoli inconvenienti.
Sempre per la stessa ragione è importante non sottovalutare i segnali lanciati dal corpo, in quanto in determinati casi potrebbero preannunciare l’arrivo di un infarto. Ecco di quali si tratta.
Non possono passare inosservati i risultati di una ricerca svolta dalla Smidt Heart Institute del Cedars – Sinai Medical Center, a Los Angeles. Stando a tale studio, pubblicato “peer – reviewed” Lancet Digital Health, sembra che vi siano dei segnali premonitori da non sottovalutare.
Quest’ultimi farebbero la loro comparsa ben 24 ore prima di un eventuale infarto. Se tutto questo non bastasse, sembra che tali sintomi possano risultare differenti tra uomo e donna. Entrando nei dettagli è stato riscontrato che “Per le donne il sintomo più evidente di un imminente arresto cardiaco improvviso era la mancanza di respiro, mentre gli uomini avvertivano dolore al petto”.
Non mancherebbero comunque sintomi che si manifesterebbero sia negli uomini che nelle donne. Tra questi si annoverano palpitazioni, sintomi simili all’influenza e alle convulsioni. Questi, è bene sottolineare, sono solamente alcuni dei campanelli di allarme da non sottovalutare.
Allo stesso modo non si può dare per certo che in presenza di tali sintomi si rischi di avere un infarto. In ogni caso, se qualcosa non va, il consiglio è di rivolgersi subito al proprio medico per valutare la situazione.
(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi).
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