Il problema delle microplastiche, fino ad oggi avvertito come “lontano” si sta invece rivelando molto più grave del previsto.
Sappiamo che la plastica ha invaso gli oceani ma questa è purtroppo solamente la punta dell’iceberg. Le plastiche, nel tempo, si disintegrano in parti sempre più piccole fino a diventare nanoparticelle.
Gli scienziati da anni lanciano l’allarme sui pericoli intrinseci dell’inquinamento sulla salute umana.
Ciò che sappiamo oggi è pochissimo ma una cosa è certa: la plastica, una volta ridotta a dimensioni microscopiche, può entrare da qualsiasi parte. Nelle condutture di acqua potabile, nella catena alimentare, nelle coltivazioni.
Stiamo parlando praticamente di un nemico invisibile, e le notizie che arrivano da un recente studio non sono affatto rassicuranti.
sono diversi anni che gli scienziati stanno cercando di capire l’impatto sulla salute delle microplastiche.
Secondo alcuni studiosi, dato l’inquinamento attuale, in pratica ogni anno è come se inghiottissimo l’equivalente in plastica di due bidoni grandi della spazzatura. A pensarla così sembra una cosa quasi comica. L’organismo umano riesce a disfarsi di piccoli frammenti di plastica, se accidentalmente la ingeriamo. Il problema è quando le microplastiche diventano così piccole da insediarsi nei tessuti animali e umani.
Proprio recentemente si è scoperto che alcune specie di pesce contengono microplastiche nei muscoli, le parti che noi cuciniamo e poi portiamo in tavola. Altre analisi seguiranno, ma intanto c’è allarme per quanto riguarda la fauna ittica del Mediterraneo.
Alcuni ricercatori dell’American Chemical Society hanno annunciato una incredibile scoperta. Secondo quanto evince dalle loro analisi, le microplastiche sarebbero finite nei tessuti cardiaci di alcuni pazienti, in modo involontario, durante le operazioni chirurgiche.
Nella ricerca, alcuni esperti hanno analizzato i tessuti del cuore di almeno 15 pazienti che avevano subito un intervento curativo. Sono state effettuate anche analisi del sangue prima e dopo gli interventi.
Ebbene, i ricercatori, tramite sofisticate analisi, hanno trovato ben 8 tipi di microplastiche differenti che erano arrivate ai tessuti del cuore. Si parla addirittura di decine di migliaia di frammenti (più piccoli di 5 mm e anche oltre) sparsi per i tessuti degli organi esaminati.
Questo significa che ormai le microplastiche sono praticamente ovunque e che qualsiasi persona, in qualsiasi momento, può entrare in contatto con queste microparticelle. I danni che possono fare non sono precisamente note agli scienziati, ma si temono ripercussioni a livello endocrino, della fertilità, e ovviamente a danno della circolazione sanguigna nonché della funzione di ogni organo.
Serviranno ulteriori studi per capire fino in fondo quanto veramente il nostro ambiente e tutto ciò che ne fa parte sia realmente contaminato.
L'INPS introduce una video guida interattiva per i neogenitori, semplificando la richiesta dell'Assegno Unico e…
La gestione delle trasferte lavorative rappresenta spesso una delle sfide amministrative più tediose per i…
Mobilità docenti: differenze tra trasferimento, passaggio di cattedra e passaggio di ruolo. Ecco l’ordine delle…
Quanto spende davvero l’Italia per ogni pensione? I dati aggiornati su spesa totale, numero di…
Spreco alimentare in Italia: meno cibo buttato, ma il recupero resta volontariato. L’accusa di Foodbusters…
Il nuovo contratto Istruzione e Ricerca arriva con alcune novità riguardo ai permessi retribuiti per…