Il Green Pass universale o mondiale è un libretto delle certificazioni vaccinali digitale. Qual è la sua funzionalità?
In un’ottica di interoperabilità dei dati sanitari nasce il Green Pass mondiale. Le polemiche non sono tardate ad arrivare.
Si torna a parlare di pandemia, di vaccinazioni e di Green Pass. Un periodo che tutti noi vorremmo archiviare e dimenticare ma sembra che non sia concesso. Da diverso tempo circola la notizia di un nuovo strumento, il Green Pass universale, da inserire nel percorso che ha come destinazione la salute mondiale globale.
Un nuovo modo per controllare i cittadini ignorando la privacy delle persone? Le polemiche non sono tardate e i complottisti già immaginano un ulteriore Grande Fratello. Ma la realtà è, fortunatamente, diversa. Scopriamo a cosa servirà questo certificato vaccinale e in che modo influirà su ognuno di noi.
Il fine del Green Pass mondiale è facilitare lo scambio dei dati sanitari per la ricerca scientifica e lo sviluppo della telemedicina. Non sarà discriminante nei confronti di chi non ha effettuato le vaccinazioni né violerà la privacy delle persone fornendo le informazioni sulla nostra salite alle aziede farmaceutiche.
La decisione di istituire il certificato delle vaccinazioni è stata presa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in accordo con l’Unione Europea lo scorso 5 giugno 2023. Le firme di Stella Kyriakides (Commissario europeo per la salute) e di Tedros Adhanom (Direttore Generale dell’OMS) hanno dato il via all’attuazione del progetto.
Il Green Pass che chi si è vaccinato già possiede diventerà, dunque, un libretto sanitario elettronico. Il fatto di essere digitale permetterà di essere verificato e accettato in tutto il mondo. Ciò non significa che l’OMS potrà accedere ai dati personali dei cittadini. L’Organizzazione potrà controllare unicamente la lista delle chiavi pubbliche usate per verificare l’autenticità dei documenti. La gestione, invece, sarà degli Stati.
Il Green Pass universale, come detto, sarà utile alla ricerca scientifica. Consentirà, infatti, di creare una banca dati globale per facilitare lo scambio e la circolazione delle informazioni sanitarie. La ricerca potrà, così, sviluppare nuove cure e progetti sanitari sulla base delle esigenze dei cittadini. Un aiuto notevole verrà fornito in tal senso anche dall’intelligenza artificiale.
In conclusione, non dobbiamo essere spaventati dall’idea che il Green Pass che già abbiamo ed esiste diventerà digitale e universale. Il nuovo strumento rappresenta un passo in avanti nel mondo della sanità digitale e della ricerca scientifica e tutti noi sappiamo quanto questa sia importante per la salute di tutti i cittadini del mondo.
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