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Il mal di testa porta a forme di Demenza? Gli studi non lasciano adito a dubbi

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La domanda se il mal di testa porta ad avere altre malattie è in essere da molti anni, e le risposte degli studi ci danno “pessime” notizie.

L’emicrania è considerata una malattia di genere, e colpisce per lo più la popolazione femminile. Le conseguenze di questa condizione possono andare anche oltre al fastidio e dolore cronici.

InformazioneOggi

Quando siamo ammalati, di qualsiasi cosa, è normale avere dei deficit prestazionali. Il corpo pretende riposo, che è tra l’altro anche una forma di cura. Una volta guariti, ci sentiamo in forze e in grado di riprendere la quotidianità. Succede anche con il mal di testa, anzi soprattutto con le varie forme di emicrania, che come sappiamo si manifestano in molteplici modi.

Soffermandosi proprio su questo accostamento tra mal di testa e funzioni cognitive, gli studiosi hanno elaborato molte teorie e prodotto numerosi studi. Ecco che cosa emerge nella stragrande maggioranza di essi.

Ecco perché il mal di testa posta a forme di demenza e aumenta i rischi di altre patologie

L’emicrania in forma cronica è una delle patologie su cui ancora gli scienziati non riescono a definirne perfettamente cause scatenanti; ma quello che è certo è che si tratta di una condizione altamente invalidante, che mina la stabilità sociale ed emotiva delle persone colpite.

Gli studiosi, nel corso degli ultimi anni, hanno voluto approfondire e cercare di comprendere se i disturbi a livello neuronale fossero temporanei (in concomitanza con gli attacchi) o se avessero ripercussioni nel lungo periodo.

Uno studio del 2012 ha messo insieme i dati di 26 studi dove si contemplavano gli effetti dell’emicrania sulle funzioni del cervello, tra le quali memoria, concentrazione e reattività.

In oltre il 65% di questi studi emergevano dati inequivocabili: le persone che soffrono di emicrania cronica sviluppano deficit cognitivi, seppur momentanei.

Una ricerca più recente, effettuata nel 2019 presso l’Istituto di Neurologia Sperimentale a Milano, pone l’accento sugli effetti dell’emicrania a livello di “alterazioni funzionali e strutturali in diverse aree corticali e sottocorticali del cervello”, che sono state misurate con strumenti che rilevavano le immagini dal cervello.

I ricercatori hanno individuato anche una relazione tra maggior sensibilità agli stimoli dall’esterno, con disfunzioni elettriche dovuti alla patologia.

In linea generale, tutti gli studi concordano sul fatto che ad essere colpite e danneggiate sono alcune funzionalità e capacità cognitive, tra le quali:

  • Apprendimento; pianificazione; recupero mnemonico del verbo; azioni decisionali; analisi delle informazioni; problem solving; equilibrio emotivo e autocontrollo.

Se ne evince che le compromissioni di suddette funzioni possono davvero invalidare la serenità della vita dei pazienti affetti da emicrania cronica.

Purtroppo non è tutto, poiché da un ulteriore studio emerge che, sebbene in molti casi i danni siano transitori e reversibili, le persone con l’emicrania hanno maggiori probabilità di sviluppare un qualche tipo di demenza nel lungo periodo.

(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)

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