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La cura per prevenire l’Ictus? Lo studio che ci ricorda come impostare la sveglia

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Sappiamo che per prevenire l’Ictus, così come altre numerose malattie, dovremmo condurre una vita senza eccessi, ma c’è una novità.

Alcuni studiosi ci avvertono che una comunissima abitudine che hanno in tanti potrebbe aumentare il rischio. Parliamo del sonnellino pomeridiano, ma anche del numero giusto di ore di sonno notturne.

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In alcune realtà, il sonnellino è un’istituzione, al pari quasi del caffè al mattino. Si tratta di un’abitudine molto comune, che facciamo o abbiamo praticato tutti. Secondo un recente e autorevole studio, però, esistono delle controindicazioni e un certo tipo di comportamento è stato associato a maggior insorgenza di Ictus.

Facciamo un passettino indietro e ricordiamo che eventi gravi come l’Ictus (il più frequente dei quali è quello ischemico) colpiscono ogni anno solamente in Italia 200 mila persone. L’80% dei casi è nuovo, mentre un 20% di recidive. L’Ictus è altamente invalidante quando non fatale e secondo alcuni dati una persona nella vita, dai 25 anni in su, ha il 24% di probabilità di incappare nell’evento.

Prevenire l’Ictus, le regole base

Gli specialisti ci hanno sempre detto che il miglior modo per evitare di subire eventi gravi e invalidanti come l’Ictus è quello di agire principalmente sul nostro stile di vita. Dovremmo adottare una dieta sana e adeguata alla nostra condizione di salute, evitare il fumo e l’alcol, fare un po’ di attività fisica ed effettuare controlli dal medico regolarmente, soprattutto dopo i 30 anni.

Oggi però arriva una novità, che riguarda la correlazione tra il riposo e l’insorgenza di Ictus: ecco cosa hanno scoperto alcuni studiosi.

Non fare il sonnellino di pomeriggio, potresti aumentare il rischio Ictus

Un gruppo di scienziati dell’American Academy of Neurology ha mostrato i risultati di una ricerca che sono stati poi pubblicati sulla rivista Neurology, e ciò che ne scaturisce è qualcosa di molto interessante.

Già numerosi altri studi stanno valutando la qualità del sonno come interazione all’insorgenza o meno di alcune malattie, come ad esempio l’Alzheimer, la pressione alta o l’arteriosclerosi: tutte patologie che, se non trattate adeguatamente portano ad altre malattie, a volte fatali come l’infarto e appunto l’ictus.

Gli autori di questa ultima osservazione hanno individuato più probabilità di andare incontro a Ictus in caso di riposo notturno inferiore alle 5 ore. Lo studio è stato svolto su più di 4 mila persone che avevano avuto un Ictus. Inoltre secondo gli studiosi il sonnellino pomeridiano che si protrae per più di un’ora è altrettanto “pericoloso”.

Le persone con questa abitudine sono state classificate con un rischio maggiore dell’88% rispetto a quelle che non lo facevano. La più alta incidenza insieme ai soggetti che di notte russano o soffrono di apnee.

Ci ricorda infine Christine McCarthy, dell’Università di Galway in Irlanda, che “La mancanza di sonno può essere associata a fattori di rischio di ictus, come l’ipertensione, ad esempio, ma può anche essere un segno di un’altra malattia sconosciuta“.

In conclusione, anche se il sonnellino pomeridiano di per sé non è certamente “nocivo”, è bene fermarsi un attimo a pensare a quali sono le nostre abitudini inerenti il riposo, poiché sempre più studi confermano che dormire male non fa bene alla salute.

(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)

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