Al coniuge superstite affetto da disabilità è riconosciuto su domanda il beneficio dell’assegno di vedovanza.
Per ottenerlo bisogna rientrare nei requisiti reddituali e pensionistici richiesti.
L’assegno di vedovanza è applicato sulla pensione di reversibilità riconosciuta al coniuge superstite a seguito della domanda presentata.
Il beneficio ammonta a circa 635 euro l’anno, l’importo mensile aggiuntivo sulla pensione è di 52,91 euro.
Bisogna però prestare attenzione alla situazione reddituale personale del coniuge superstite.
Per i redditi lordi da 0 a 27.899,67 euro l’importo dell’assegno ammonta a 52,91 euro ogni mese.
Per i redditi lordi da 27.899,68 euro fino a 31.296,62 euro l’ammontare dell’assegno diminuisce a 19,59 euro.
Inoltre, si ha la possibilità di percepire gli arretrati a partire dalla data di vedovanza, nel limite massimo dei cinque anni.
L’assegno di vedovanza non è riconosciuto a tutte le categorie di pensione di reversibilità, infatti solo quelle da superstite da lavoro dipendente.
Ai fini del riconoscimento dell’assegno di vedovanza bisogna essere riconosciuto come invalido.
La domanda del beneficio va inoltrata telematicamente sul sito INPS accedendo con le proprie credenziali oppure recandosi presso gli uffici di patronati.
I documenti da preparare sono:
A seguito dell’invio bisogna attendere l’esito, che può essere positivo o negativo.
Nel primo caso saranno liquidati gli arretrati se richiesti in domanda e poi riconosciuti, nel secondo caso è possibile richiedere in ricorso. Questo sarà accettato solo se sussistono i requisiti richiesti dalla sentenza.
L’assegno di vedovanza è stato riconosciuto dalla Corta di Cassazione mediante la sentenza 7668/96, la quale stabilisce che ”l’assegno per il nucleo familiare è riconosciuto ai sensi dell’art. 2, comma 8 della L. 53/88, anche nell’ipotesi in cui il nucleo familiare sia formato da una sola persona, al coniuge superstite titolare di pensione per i superstiti e affetto da infermità o difetti fisici tali da determinare l’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a un proficuo lavoro”.
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