Permessi+104%3A+le+conseguenze+sullo+stipendio+sono+incredibili
informazioneoggi
/2023/02/07/permessi-104-quali-sono-le-conseguenze-sullo-stipendio/amp/
Economia

Permessi 104: le conseguenze sullo stipendio sono incredibili

Published by

Molti caregivers di familiari disabili si domandano se i permessi 104 comportano una riduzione dello stipendio.

Con la sentenza n.20684 del 13 ottobre 2016, la Corte di Cassazione ha stabilito che i giorni di permesso 104, per prestare assistenza a familiari disabili gravi, vanno retribuiti al pari degli altri.

InformazioneOggi.it

Spettano, di conseguenza, sia lo stipendio sia gli eventuali premi di produttività, riconosciuti sulla base degli obiettivi realizzati. Vediamo, dunque, quali sono le voci e le condizioni che influiscono sulla busta paga.

Leggi anche il seguente approfondimento: “Permessi 104: che cos’è il nesso di assistenza e perché è molto importante? La verità che evita di commettere errori“.

Retribuzione e permessi 104

Ai dipendenti che beneficiano dei permessi 104 devono essere corrisposti compensi, incentivi di produzione, tredicesima e quattordicesima, senza alcun tipo di taglio in busta paga. In altre parole, hanno diritto alla retribuzione spettante per le giornate lavorative ordinarie.

I giorni di congedo previsti dalla Legge 104 per ragioni di assistenza, inoltre, sono coperti da contribuzione figurativa e, di conseguenza, consentono l’erogazione delle ferie e della tredicesima. A stabilirlo è il Messaggio INPS del 6 marzo 2006 n. 7044.

Nel caso in cui il lavoratore dovesse notare delle anomalie sul cedolino dello stipendio, deve comunicarle tempestivamente al datore oppure al consulente del lavoro, per scoprirne la causa. Secondo l’ordinanza n. 14187/2017 della Corte di Cassazione, poi, anche per i periodi di permesso il dipendente matura le ferie retribuite.

L’unica ipotesi in cui potrebbe esserci una retribuzione ridotta è in caso di cumulo dei permessi con il congedo parentale ordinario o con quello per malattia del figlio. Le situazioni, tuttavia, vanno valutate caso per caso, perché potrebbero integrare condotte discriminatorie, secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tale principio è valido sia per le aziende pubbliche sia per quelle private, anche se è sempre opportuno verificare quanto sancito dal CCNL di riferimento.

Spettano gli incentivi?

Gli incentivi sono dei premi, che vengono riconosciuti ai lavoratori dipendenti oltre alla retribuzione ordinaria. Spettano anche ai caregivers che usufruiscono dei giorni di permesso per prestare assistenza ad un familiare disabile grave.

I compensi incentivanti dei caregivers sono equiparati a quelli previsti per le lavoratrici madri e, dunque, devono essere pagati in egual modo, se il lavoratore presta effettivamente delle attività lavorative. Il datore di lavoro, inoltre, non può rifiutarsi di pagarli.

Potrebbe interessarti anche il seguente articolo: “Permessi 104: non tutti conoscono la procedura corretta per ottenere le agevolazioni“.

In cosa consistono i permessi 104?

I dipendenti che assistono un familiare affetto da handicap grave e, di conseguenza, non autosufficiente, possono richiedere i permessi previsti dalla Legge 104.

Consistono in 3 giorni al mese di assenza dal lavoro retribuita, fruibili anche in maniera frazionata, ad ore, oppure in modo continuativo. Non sono, però, cumulabili e, dunque, vanno utilizzati per intero ogni mese.

Il presupposto per la concessione dell’agevolazione è il riconoscimento dello status di disabile grave, da parte di una Commissione medica ASL. Non tutti, infatti, hanno diritto al beneficio.

I soggetti che possono presentare richiesta per l’agevolazione sono: il genitore, il coniuge, il convivente more uxorio e i parenti fino al secondo grado. I parenti e gli affini entro il terzo grado, invece, possono richiederli solo se gli altri soggetti hanno compiuto 65 anni, sono invalidi in modo permanente, oppure mancanti o deceduti.

I permessi 104, inoltre, possono essere accordati ad un solo lavoratore, per prestare assistenza allo stesso disabile. L’unica eccezione a tale regola è il caso dei genitori che devono assistere il figlio.

Il datore di lavoro, infine, non può rifiutare la richiesta del dipendente, ma può stabilire la pianificazione delle assenze con anticipo, per esigenze interne e per consentire una corretta organizzazione di tutte le attività lavorative.

Published by

Recent Posts

Spreco alimentare, l’accusa che fa rumore: “In Italia il recupero del cibo è ancora beneficenza, non un servizio pubblico”

Spreco alimentare in Italia: meno cibo buttato, ma il recupero resta volontariato. L’accusa di Foodbusters…

4 giorni ago

Permessi retribuiti spettano ai docenti precari? La risposta è incredibile e non accontenta tutti

Il nuovo contratto Istruzione e Ricerca arriva con alcune novità riguardo ai permessi retribuiti per…

2 settimane ago

Il mio datore di lavoro mi ha chiesto di giustificare i permessi 104: è legale?

Il dipendente che chiede di usufruire dei permessi 104 deve motivare la richiesta al datore…

2 settimane ago

La passione per gli animali può far guadagnare somme da capogiro in un anno, prova anche tu

In Italia ci sono circa 65 milioni di animali da compagnia. Se anche voi avete…

2 settimane ago

Contanti in macchina: ecco perché potrebbero confiscarteli (anche se non stai facendo nulla di male)

Tutto quello che devi sapere prima di viaggiare con contanti in auto così da evitare…

2 settimane ago

Fincantieri e Pigozzi presentano il nuovo sito Corporate e captAIn, l’AI agent che rende il portale una piattaforma cognitiva

Fincantieri presenta il nuovo sito Corporate, sviluppato per diventare un asset centrale nella strategia di…

1 mese ago