Ospitare un amico in casa oppure chiedere ospitalità ad un familiare per un lungo periodo può non essere semplice. Ci sono obblighi normativi da rispettare.
Residenza e domicilio, cosa succede in caso di trasferimento in qualità di ospite a casa di un amico o parente?
Il famoso detto “L’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza” potrebbe non valere nel momento in cui un amico o parente ha bisogno di ospitalità per un periodo più o meno lungo. Si aprono le porte di casa senza far firmare un contratto o pretendere un affitto ma cosa stabilisce la Legge con riferimento ad un eventuale cambio di residenza o domicilio? Iniziamo con il capire le direttive generali. Per residenza si intende il luogo in cui la persona svolge la propria vita personale, in cui ha la dimora abituale. Il domicilio, invece, è il posto in cui la stessa persona ha stabilito la sede principale degli affari e degli interessi. Non necessariamente, dunque, residenza e domicilio coincidono e questo è un dettaglio molto importante.
Poniamo il caso di una persona che si traferisce da un amico o familiare come ospite, senza contratto di locazione o di comodato d’uso. Occorre considerare possibili conseguenze fiscali qualora si trasferisca la residenza. Come già detto la residenza è la dimora abituale, non occasionale e non limitata ad alcuni periodi dell’anno. Ciò non toglie che possa essere abitata sporadicamente come capita a chi viaggia spesso per lavoro.
Questo significa che la residenza in caso di ospitalità da un amico potrà essere cambiata solamente se si tratta di una decisione duratura. Se così non fosse si potrebbe optare per un cambio temporaneo di domicilio invece che di residenza. Ricordiamo, inoltre, che per Legge non è consentito approfittare delle residenze di comodo, fissate in un posto in cui non si vive né si dorme mai solo per godere di vantaggi fiscali.
La normativa è chiara, la residenza è unica presso un solo Comune e un solo indirizzo.
Se si hanno i requisiti per un cambio di residenza sarà necessario presentare domanda al Comune indicando dove ci si trasferisce e allegando alla richiesta la copia del documento di identità. Verranno effettuati controlli dalla Polizia Municipale nei successivi 45 giorni per accertare la presenza effettiva del richiedente presso la nuova dimora abituale. In assenza di anomalie, trascorso tale lasso temporale la residenza potrà considerarsi trasferita presso l’abitazione di cui si è ospite.
Da sottolineare come la richiesta del cambio di residenza dovrà essere inoltrata alla presenza di tutte le parti coinvolte, colui che ospita e chi viene ospitato. Serviranno, dunque, entrambi i documenti di identità. Attenzione, poi, all’inserimento nel nucleo familiare. La presenza di un componente in più inciderà sulla dichiarazione dei redditi nonché sul calcolo dell’ISEE (a differenza del domicilio coincidente).
Concludiamo con un’ultima differenza da conoscere. Se chi ospita è in affitto dovrà chiedere al proprietario della casa l’autorizzazione ad ospitare l’amico o il parente. Se è proprietario, invece, dovrà rilasciare una comunicazione all’Anagrafe del comune di residenza.
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