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Finanza

Titoli di Stato dell’eurozona: i rendimenti anticipano il rallentamento dell’inflazione

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I rendimenti dei titoli di Stato della zona euro sono scesi per il secondo giorno consecutivo martedì dopo che l’inflazione tedesca ha rassicurato gli investitori diminuendo più del previsto.

Secondo i dati pubblicati l’inflazione di dicembre risulta in calo in Germania e anche nell’eurozona.

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“Il calo dell’inflazione negli stati tedeschi di dicembre è stato maggiore del previsto”. Le cifre suggeriscono l’efficacia delle politiche monetarie, influendo anche sulle quotazioni dei Titoli di Stato.

Il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a 10 anni è salito all’inizio della sessione, per poi tornare al 2,383%. Gli investitori stanno scontando in questi primi giorni dell’anno un rallentamento dell’economia e di conseguenza dell’inflazione nell’area euro.

I rendimenti che si muovono inversamente ai prezzi delle obbligazioni sovrane riducono la pressione sulle casse dello Stato. Lo stesso e in modo più marcato è l’effetto dei BTP italiani.

Inflazione e variazione a ribasso delle cedole di BTP e Titoli di Stato tedeschi

Il rendimento delle obbligazioni italiane a 10 anni è sceso di 7 pb al 4,49% martedì, dopo essere calato di ulteriori 15 punti base il giorno precedente. Lo spread tra i rendimenti dei BTP a 10 anni italiani e del BUND decennale tedesco si è ridotto a 209 punti base. Si tratta di un calo abbastanza lieve e non bisogna affrettarsi a trarre conclusioni; l’inflazione dovrebbe restare più alta dell’obbiettivo del 2% almeno per il resto dell’anno.

Il rendimento obbligazionario tedesco a 2 anni, più sensibile nel breve termine alle aspettative sui tassi di interesse, è calato di 2 punti base al 2,666%. Nell’ultimo anno le quotazioni delle obbligazioni della zona euro sono crollate e il bund decennale tedesco ha registrato il suo più grande calo dal 1950.

I dati sull’inflazione della zona euro attesi per venerdì, dovrebbero mostrare un aumento inferiore a quello del mese precedente passando dal 10,1 al 9,7%. L’inflazione complessiva tedesca, passa dal 11,3 di novembre al 10,7% a dicembre rispetto ai dati dello scorso anno.

La BCE alzando i tassi interviene anche indirettamente sulle quotazioni nel mercato dei Titoli di Stato. Gli investitori resteranno a osservare quali effetti si sconteranno prima sulle obbligazioni sovrane: calo dell’inflazione e quindi maggiore capacità di ripresa economica oppure crisi economica e quindi crollo delle quotazioni e aumento dei rendimenti.

Secondo la presidente della BCE Christine Lagarde i salari della zona euro stanno aumentando più rapidamente del previsto. La politica monetaria dovrebbe continuare a restringere il credito e frenare crescita e aspettative di inflazione.

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