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Reddito di cittadinanza 2023, formazione obbligatoria: tutto quello che bisogna sapere per non perdere il contributo

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Il reddito di cittadinanza 2023 prevede requisiti molto più rigidi, e per il 2024 è all’orizzonte la sua abrogazione. In particolare assume rilievo la regola della partecipazione ad un corso di formazione obbligatorio. I dettagli.

Il reddito di cittadinanza è al centro di una profonda rivisitazione, annunciata ampiamente dal Governo, la quale culminerà con l’addio alla misura, per destinare le risorse a sua copertura verso altri bisogni della collettività.

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Nel frattempo però le regole si irrigidiscono e, tra esse, vi sono quelle inerenti i corsi di formazione da seguire onde non perdere in anticipo il reddito di cittadinanza.

Di seguito intendiamo dare una risposta al seguente quesito: come va inteso il dovere di seguire il corso di formazione o di riqualificazione professionale, per non perdere il reddito di cittadinanza? Cerchiamo di scoprirlo insieme, nel corso di questo articolo.

3 caratteristiche chiave del nuovo reddito di cittadinanza 2023

In questi anni il reddito di cittadinanza e il meccanismo collegato hanno fatto parlare molto di sé, ma non tanto per le effettive capacità di contribuire all’individuazione di un lavoro per chi è disoccupato e in condizioni di difficoltà economica, quanto piuttosto per le criticità e punti deboli emerse tra le regole applicative. Senza contare i numerosissimi casi di abusi e di ottenimenti indebiti di somme a titolo di RdC.

Insomma, la stretta era nell’aria ed ora per chi vuole conservare almeno temporaneamente il diritto alla percezione del reddito di cittadinanza, ecco una nuova regola, che ha a che fare con la formazione. Proprio così: il sussidio contro la povertà, con la legge di Bilancio 2023, sarà conservato a patto di frequentare un corso di formazione o di riqualificazione professionale.

Il meccanismo riveduto e corretto può essere sintetizzato nei termini seguenti:

  • nel 2023 il reddito di cittadinanza sarà versato per 7 mesi ai cosiddetti soggetti occupabili;
  • beneficiari saranno dunque le persone con un’età inclusa tra 18 e 65 anni e che sono in grado di lavorare;
  • i soggetti interessati debbono frequentare un corso di formazione o riqualificazione professionale di almeno un semestre.

Come si può ben notare, si tratti di differenze piuttosto significative rispetto a quanto previsto in questi anni.

L’obbligatorietà del corso di formazione

Le regole in tema di reddito di cittadinanza sono ben precise e violarle significa esporsi concretamente alla perdita del contributo mensile. Ecco perché se il percettore rifiuta di svolgere un corso atto ad aumentare le proprie chance di inserimento lavorativo, la conseguenza sarà quella di dover già dire addio al RdC.

In altre parole, per gli “occupabili” il reddito di cittadinanza 2023 permarrà soltanto per 7 mensilità ma potrà decadere già con il primo rifiuto ad un’offerta di lavoro anche non “congrua”. E, in ogni caso per coloro che sono occupabili il sussidio potrà continuare ad essere assegnato a condizione di frequentare un corso formativo.

Insomma, in caso di no o comunque in ipotesi di scarsa iniziativa del percettore, il reddito di cittadinanza non sarà più erogato e, in relazione a ciò, occorre ricordare che la segnalazione dei corsi di formazione sarà svolta da parte del centro per l’impiego o dell’agenzia per il lavoro privata che prende in carico il percettore disoccupato. I

n ogni caso sul punto che segue le regole reddito di cittadinanza 2023 sono piuttosto elastiche: niente infatti vieta ai soggetti interessati di cercare in autonomia un corso di proprio interesse a cui iscriversi, in attesa di agguantare un’occupazione.

Il coordinamento tra Regioni, Anpal e Inps

Ci sarà un vero e proprio coordinamento tra enti, al fine di garantire il rispetto delle regole sul reddito di cittadinanza, in quanto le regioni – che come è noto sono organo che si relazione direttamente ai Cpi del territorio – dovranno segnalare all’Anpal le persone che non di renderanno disponibili alla frequenza di corsi di formazione. L’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro dovrà poi segnalare la questione all’Inps, ovvero l’ente che ha di fatto il potere di eliminare il sussidio ai beneficiari.

Dovranno però seguire dettagli e chiarimenti sulle date di scadenza, con tutta probabilità con una circolare Inps ad hoc. Infatti se non sarà il centro per l’impiego a dare indicazioni in merito, il beneficiario del reddito di cittadinanza non dovrà partecipare ad alcun corso di formazione, né dovrà per forza cercarlo da solo.

Ribadiamo poi che saranno tenuti a frequentare obbligatoriamente un corso di formazione i soggetti occupabili. Ma, come accennato, si annunciano novità importanti in vista del 2024, quando vi sarà abolizione del reddito e le nuove regole mireranno piuttosto a disciplinare nuove ed alternative misure di sostegno a favore delle famiglie in difficoltà economica.

Conclusioni

Infine da ricordare la regola per la quale coloro che sono in età compresa tra i 18 e i 29 anni e non hanno ultimato gli studi, devono tornare a scuola per conseguire almeno una qualifica triennale, oltre al citato dovere per tutti i soggetti ritenuti occupabili d’iscriversi e frequentare un corso di formazione, o riqualificazione professionale di almeno un semestre.

Altrimenti la conseguenza sarà quella di perdere il reddito di cittadinanza, senza possibilità di fare una nuova domanda prima di 18 mesi (o 6 mesi per i nuclei familiari nei quali ci sono minori o disabili a carico). Siccome però il reddito di cittadinanza sarà abrogato a inizio 2024, la mancata partecipazione a un corso di formazione porterà a perdere per sempre il diritto al RdC.

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