Che un bicchiere di Vino Rosso al giorno faccia bene lo dicono da anni: ma cosa c’entra con le cure per l’Alzheimer? Ecco le rivelazioni di un nuovo studio.
Il Vino è una bevanda che se bevuta con moderazione fa bene alla salute, e ce lo dice la Ricerca da molti anni. Vediamo qual è la novità nel comparto della cura della demenza cerebrale.
L’associazione Vino-Alzheimer è ovviamente di primo acchito molto strana. Ma possiamo tranquillamente farla, perché grazie a nuovi studi ogni giorno si aprono interessanti scenari. E soprattutto ampliamento dell’offerta terapica.
Che il cibo (o alcune bevande) siano già una prima sorta di “medicina” è anch’essa un’affermazione possibile, perché nel corso degli anni la Ricerca ha scoperto i benefici di un’alimentazione corretta. A livello di prevenzione certamente, ma non solo. Anche durante una malattia possiamo aiutare la terapia farmacologica attraverso una dieta alimentare mirata.
Si tratta di tanti tasselli che, uniti, ci permettono sempre più di migliorare la nostra salute. E abbiamo ancora tanto da scoprire. Oggi parliamo di uno studio che ha (ri)valutato alcune sostanze contenute in determinate bevande, come il Vino Rosso e il Tè Verde, che possono aiutare nella cura contro le malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer.
Sappiamo che l’Alzheimer è una malattia con decorso degenerativo, e che al momento non esistono cure risolutive ma solamente ritardanti. Questa condizione è oltremodo molto frequente e colpisce ogni anno sempre più persone, per lo più anziane ma anche più giovani.
La Scienza sta studiando su diversi fronti come curarla, e ovviamente una delle armi migliori rimane quella della diagnosi precoce. Secondo alcuni esperti, infatti, determinati sintomi si possono manifestare anche molti anni prima dell’insorgenza della condizione grave. Addirittura potremmo scorgerne qualche indizio semplicemente analizzando il nostro modo di scrivere, o meglio, notando per tempo alcuni cambiamenti nella coordinazione e nella stesura di testi.
Oggi un nuovo studio ha scoperto i potenziali benefici di alcune comuni sostanze, contenute in due bevande. Parliamo di catechine (presenti nel tè verde) e del resveratrolo, che si trova nel vino rosso. Sembra che le sostanze contrastino la formazione delle placche colpevoli della distruzione delle cellule cerebrali, date anche dall’Alzheimer.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati anche su Science Direct, ed ecco un astratto di ciò che hanno rilevato. Gli scienziati hanno effettuato esperimenti su campioni tissutali compromessi da Alzheimer innescato dall’Herpes Virus. Hanno utilizzato diverse sostanze per verificarne gli eventuali effetti benefici neuroprotettivi.
“Lo screening ha identificato le catechine del tè verde e il resveratrolo come dotati di forti proprietà antiplacca, benefici neuroprotettivi funzionali e minimineurotossicità, fornendo supporto per le loro ulteriori indagini come prevenzione e terapie dell’Alzheimer“.
Dunque un passo avanti, certamente da approfondire, ma che permetterà di trovare sostanze e cure ancora più mirate ed efficaci. L’ulteriore buona notizia è che, indipendentemente dalla casistica esaminata in laboratorio, poter individuare sostanze in grado di ridurre le placche servirà a far ottenere benefici a tutte le persone malate.
Spreco alimentare in Italia: meno cibo buttato, ma il recupero resta volontariato. L’accusa di Foodbusters…
Il nuovo contratto Istruzione e Ricerca arriva con alcune novità riguardo ai permessi retribuiti per…
Il dipendente che chiede di usufruire dei permessi 104 deve motivare la richiesta al datore…
In Italia ci sono circa 65 milioni di animali da compagnia. Se anche voi avete…
Tutto quello che devi sapere prima di viaggiare con contanti in auto così da evitare…
Fincantieri presenta il nuovo sito Corporate, sviluppato per diventare un asset centrale nella strategia di…