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Sgranchirsi il collo è pericoloso? Un’abitudine diffusa che nasconde dei rischi, ecco quali

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Sgranchirsi il collo è pericoloso oppure porta sollievo? La domanda sorge spontanea, visto che sicuramente tutti noi lo facciamo.

Alcune abitudini sono talmente radicate che a volte le facciamo senza pensarci. Una di queste, come lo sgranchirsi il collo, può però portare a gravi conseguenze.

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La tensione al collo è un piccolo problema che prima o poi capita a tutti. Può derivare da molti fattori: stress, postura errata durante il lavoro o per le troppe ore trascorse ad usare il cellulare; un colpo d’aria o una contrattura. D’istinto può venire in mente di scrocchiare la parte interessata, di sgranchirsi, di effettuare un qualche tipo di movimento per sbloccare la tensione.

La maggior parte delle volte si tratta di qualcosa che non arreca danni, ma ciò non significa che l’abitudine di scrocchiare le ossa sia propriamente sana. Ecco cosa ci dicono gli esperti e a cosa è bene prestare attenzione.

Sgranchirsi il collo è pericoloso? Un’abitudine diffusa che nasconde dei rischi, ecco quali

Il collo racchiude una parte importantissima della colonna cervicale, come le vertebre atlante ed epistrofeo, che sono diverse da tutte le altre. Si rivelano fondamentali non solo per la mobilità della testa ma anche per garantire un equilibrio che va a influire anche su vista e udito. La tensione al collo e alla cosiddetta cervicale, oltre a causare dolore e disagio nella parte circoscritta, se non curate portano a deficit su tutta la colonna vertebrale. Che di conseguenza si riversano su tutte le articolazioni e capacità motorie.

Dunque voler “ammorbidire” il collo è un’azione istintiva che facciamo automaticamente quando ci sentiamo “legati”. Alcuni, in realtà, scrocchiano il collo (o le mani, ad esempio), per il semplice gusto di sentire un sonoro schiocco. Oppure per una sorta di convinzione che dia relax.

Nella maggior parte dei casi, scrocchiare il collo non dà problemi. Ma se viene fatto spesso e soprattutto in maniera errata può esporre a gravi conseguenze.

Innanzitutto cerchiamo di capire come mai, a seguito di determinati movimenti/manipolazioni, sentiamo quel classico rumore. Le capsule che si trovano attorno alle articolazioni contengono del fluido. Lo stesso fluido può esercitare una maggiore o minore pressione. Durante la manipolazione/stiramento il liquido alleggerisce la pressione e parte dei fluidi diventa gas. È in questa fase che sentiamo come lo scoppio di una bolla, e dunque il classico schiocco.

Liberare dalla pressione la colonna vertebrale dà certamente sollievo. Inoltre manipolare le zone del collo fa aumentare la produzione di endorfine, che danno così un senso di benessere. E talvolta riescono persino a lenire gli stadi dolorosi.

Se però i movimenti o le pressioni che facciamo sul collo sono errate possiamo causare danni ingenti. Se impieghiamo ad esempio troppa forza, possiamo arrivare allo stiramento o alla compressione dei nervi del collo. Ciò può causare uno shock doloroso molto forte. Inoltre possiamo ritrovarci letteralmente con il collo bloccato.

Se ruotiamo troppo bruscamente il collo possiamo arrivare a stirare anche la muscolatura e la struttura delle articolazioni. La conseguenza è un forte dolore ogni qual volta muoviamo il collo.

Ma non è tutto: dobbiamo ricordarci che all’interno della colonna vertebrale si trovano le arterie. Se si va oltre una rotazione fisiologica può anche avvenire una dissezione dei vasi sanguigni. Ovvero una spaccatura arteriale che può causare anche un Ictus.

Alcuni studi pubblicati sulla rivista scientifica National Library of Medicine evidenziano proprio i rischi derivanti da manipolazioni cervicali. Anche se di contro altre osservazioni hanno chiarito che il rischio Ictus è davvero molto basso.

Dunque, nel dubbio, anche se si tratta di eventualità rarissime, è bene sapere che possono accadere. Se abbiamo ripetutamente dolori cervicali o nella zona del collo è sempre meglio chiedere un parere al proprio medico ed eventualmente effettuare sessioni fisioterapiche.

(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)

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