Reddito+di+Cittadinanza%3A+tra+sospensioni+e+rinnovi%2C+le+modifiche+terrorizzano+i+cittadini
informazioneoggi
/2022/11/09/reddito-di-cittadinanza-modifiche-governo-meloni/amp/
Economia

Reddito di Cittadinanza: tra sospensioni e rinnovi, le modifiche terrorizzano i cittadini

Published by

Il Governo Meloni è intenzionato ad introdurre tre importanti modifiche al Reddito di Cittadinanza. Di cosa si tratta?

Molti percettori del Reddito di Cittadinanza stanno seguendo con attenzione le vicende legate al sussidio, che, in alcuni casi, potrebbe essere revocato.

Foto Canva

Durante la campagna elettorale, la coalizione di centrodestra aveva promesso una riforma dell’attuale sistema di RdC, per renderlo maggiormente efficiente e consentirne la fruizione solo in caso di oggettiva necessità. L’obiettivo è il superamento del sussidio così come lo conosciamo.

Già dai prossimi mesi, dunque, potrebbero essere introdotte tre modifiche, che, però, spaventano i destinatari, che potrebbero dire addio per sempre alla misura economica. Vediamo, nel dettaglio, di cosa si tratta.

Leggi anche il seguente articolo: “Reddito di cittadinanza e Governo Meloni: cambia tutto 😲 sorpresa per i disoccupati“.

Modifiche del Reddito di Cittadinanza: cosa riguardano?

È bene specificare, innanzitutto, che il Reddito di Cittadinanza non sarà abolito, ma ridotto e limitato. Inoltre, saranno predisposte delle sanzioni per coloro che rifiuteranno anche solo una volta (invece che di tre, come prevede l’attuale sistema) la proposta di lavoro.

Analizzando i piani dell’Esecutivo nel dettaglio, i maggiori cambiamenti (attivi nell’immediato, a partire dal 2023) riguarderebbero 3 aspetti fondamentali della disciplina del RdC. In particolare:

  1. incremento delle politiche attive e revoca del Reddito di Cittadinanza al primo rifiuto di una proposta di lavoro. Questo cambiamento ha lo scopo di ostacolare le anomalie nella fruizione della prestazione ed evitare che l’erogazione anche a chi non ne possiede i requisiti. Per questo motivo, verranno anche intensificati i controlli e potenziate le attività di politiche attive sul lavoro. Nello specifico, un ruolo chiave verrà affidato ai Centri per l’Impiego, affinché offrano un lavoro ai percettori del sussidio. Nell’ipotesi di rifiuto, quindi, gli interessati non avrebbero più diritto ai soldi;
  2. la durata. In base alla vigente normativa, i percettori del RdC hanno diritto ad ottenere la prestazione senza un determinato limite di tempo, ma fino a quando non trovano lavoro. Un altro cambiamento riguarderebbe proprio l’introduzione di un sistema di riduzione del sussidio col passare del tempo. Nel dettaglio, dopo i primi 18 mesi di fruizione, la prestazione verrebbe sospesa per 6 mesi. Una volta trascorso questo periodo, se il beneficiario non trova un lavoro, avrà diritto alla misura per ulteriori 12 mesi. Trascorso anche tale periodo, il pagamento del Reddito di Cittadinanza verrebbe sospeso per un semestre per, poi, riprendere per ulteriori 6 mesi. Al termine di questo ulteriore semestre, il destinatario non potrebbe mai più ricevere il Reddito di Cittadinanza.

Non perdere il seguente approfondimento: “Pensioni, reddito di cittadinanza e bonus: il piano del nuovo governo“.

Quando si rischia di perdere definitivamente il sussidio

Ma qual il terzo punto sul quale si basa la Riforma del RdC?

  1. Revoca del sussidio per tutti i beneficiari che sono in grado di lavorare. È la stessa Giorgia Meloni che, in occasione del discorso alla Camera per la fiducia, ha dichiarato: “Per chi è in condizione di lavorare la soluzione deve essere il lavoro, la povertà non si combatte con l’assistenzialismo”. Probabilmente, questo significa che il riconoscimento del sussidio spetterà solo a determinate categorie di soggetti , affetti da problematiche che impediscono lo svolgimento di ogni attività lavorativa.

Da quanto emerge, dunque, un ruolo fondamentale sarà riservato alle politiche attive che, per mezzo di corsi di formazione semestrali, dovranno formare i percettori, in modo tale che siano idonei a ricoprire eventuali incarichi presso le aziende. Durante tale periodo, inoltre, gli interessati percepirebbero un’indennità tramite il Fondo sociale europeo. Se, poi, dopo la formazione non si riuscisse ancora a trovare un impiego, si avrebbe diritto alla misura solo per un altro anno, ma con un importo decurtato del 25%.

Al momento, quelle appena elencate sono semplici ipotesi e, dunque, bisognerà attendere i primi provvedimenti del Governo, per vedere in che modo verrà modificato il Reddito di Cittadinanza.

Published by

Recent Posts

Spreco alimentare, l’accusa che fa rumore: “In Italia il recupero del cibo è ancora beneficenza, non un servizio pubblico”

Spreco alimentare in Italia: meno cibo buttato, ma il recupero resta volontariato. L’accusa di Foodbusters…

4 giorni ago

Permessi retribuiti spettano ai docenti precari? La risposta è incredibile e non accontenta tutti

Il nuovo contratto Istruzione e Ricerca arriva con alcune novità riguardo ai permessi retribuiti per…

2 settimane ago

Il mio datore di lavoro mi ha chiesto di giustificare i permessi 104: è legale?

Il dipendente che chiede di usufruire dei permessi 104 deve motivare la richiesta al datore…

2 settimane ago

La passione per gli animali può far guadagnare somme da capogiro in un anno, prova anche tu

In Italia ci sono circa 65 milioni di animali da compagnia. Se anche voi avete…

2 settimane ago

Contanti in macchina: ecco perché potrebbero confiscarteli (anche se non stai facendo nulla di male)

Tutto quello che devi sapere prima di viaggiare con contanti in auto così da evitare…

2 settimane ago

Fincantieri e Pigozzi presentano il nuovo sito Corporate e captAIn, l’AI agent che rende il portale una piattaforma cognitiva

Fincantieri presenta il nuovo sito Corporate, sviluppato per diventare un asset centrale nella strategia di…

1 mese ago