In Europa parte il progetto “Reddito di base” per il sostegno dei lavoratori in difficoltà. Ma di cosa si tratta?
È una proposta europea che ha come obiettivo comune la riduzione della disuguaglianza economiche e sociali dell’Europa.
Sull’argomento si ricorderà l’articolo “Reddito di base universale: 1.700 euro senza requisiti o limite, ecco chi sono i fortunati” con l’iniziativa in via sperimentale in Galles.
Archiviato il progetto della raccolta firme concluso in modo negativo a fine giugno, ecco che il reddito di base universale (in inglese Universal Basic Income, UBI) ritorna di nuovo alla ribalta.
Infatti, nonostante non si è raggiunto il quorum sul precedente progetto, sono molti i Paesi sostenitori di questo sussidio universale. Per questo, l’Irlanda può considerarsi l’apripista di un nuovo progetto.
Però a differenza del precedente non sarà diretto solo ai paesi europei ma anche a quelli “esterni”. Questo perché il concetto di reddito di base universale è piaciuto anche ad altri cittadini internazionali.
Dalla fine di settembre alcuni lavoratori irlandesi hanno ricevuto un assegno di 325 euro a settimana, che però non spetta a tutti. Almeno per il momento.
Infatti, le autorità irlandesi hanno annunciato che il progetto interesserà solo una categoria particolare di lavoratori: artisti e altri professionisti del settore, Tra cui ballerini, musicisti e scrittori. Probabilmente, l’assegno sarà erogato anche a coloro che sono in cerca di lavoro, ma sempre nel mondo dell’arte.
La scelta di questa categoria di lavoratori è motivata anche dalla situazione in cui si sono trovati questi lavoratori dopo la pandemia. Come si ricorderà, il settore artistico fu completamente bloccato lasciando tali lavoratori senza un introito fisso.
In totale, il governo irlandese ha selezionato (in maniera casuale) 2.000 professionisti che avevano bisogno di un sostegno economico:
Il progetto dalla durata di tre anni ha lo scopo sia di testare la fattibilità del reddito di base sia di evitare la “fuga” di professionisti dall’Irlanda.
Inoltre, i 325 euro alla settimana saranno aggiunti ai redditi provenienti dal proprio lavoro e quindi sommato ad altre entrate. L’intenzione del governo irlandese è quello di dare una stabilità economica a questi lavoratori che così potranno dedicarsi ad altri progetti magari più ambiziosi.
In Italia su questa iniziativa non c’è niente di ufficiale, ma in realtà neanche da parte della Comunità europea. Non resta che attendere i risultati delle varie sperimentazioni partite in altri paesi europei per poter capire se il reddito di base universale è fattibile anche nel nostro Paese.
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