L’assegno sociale è una misura economica erogata a tutte le persone con un’età pari o superiore ai 67 anni. A prescindere dal pagamento dei contributi lavorativi.
I requisiti per accedere sono chiari. Oltre all’età anagrafica, i beneficiari devono trovarsi in condizioni di disagio economico.
Inoltre, devono essere residenti in Italia da almeno 10 anni in modo continuativo. Per questo devono essere in possesso della cittadinanza italiana, europea e, per i cittadini extracomunitari, del permesso di soggiorno valido. Oltre ai requisiti, i beneficiari devono rispettare le condizioni fissate dalle soglie di reddito.
I beneficiari dell’assegno sociale devono rispettare delle soglie limite reddituali. Queste si riferiscono al reddito personale (se i soggetti non sono coniugati) e al reddito familiare (se i soggetti sono coniugati) e in questo caso si riferiscono alla coppia.
Le soglie di reddito, però, cambiano ogni anno. Ad esempio, nel 2022 l’assegno sociale spetta in misura piena ai soggetti senza reddito, purché non siano coniugati. Oppure, ai soggetti coniugati con un reddito fino a 6.079,45 euro annuo.
Ma l’assegno spetta in misura ridotta anche se il reddito annuo personale è fino a 6.079,45 euro sempre per i soggetti non coniugati. Altrimenti, tra i 6.079,45 e i 12.158,90 euro se coniugati. In questo caso, si considera il reddito cumulativo della coppia.
Ma veniamo al nocciolo della questione: quando si rischia la restituzione dell’assegno sociale.
Come detto, poiché i requisiti reddituali cambiano da un anno all’altro è soprattutto a questi che bisogna stare attenti. Il rischio è, appunto, perdere l’assegno sociale. Poiché no ci sono norme specifiche sull’argomento secondo la Cassazione l’assegno dovrà essere restituito nel caso in cui:
Dopo aver chiarito che cosa è l’assegno sociale, quali sono i requisiti e le condizioni da rispettare e quali le motivazioni per una eventuale restituzione ricordiamo a quanto corrisponde attualmente. Nel 2022 ai beneficiari sarà corrisposto un assegno dall’importo di 468,11 euro per 13 mensilità.
Anche in questo caso, l’importo varia anno per anno grazie all’effetto della perequazione. Si tratta dell’adeguamento che avviene a gennaio di ogni anno sulla base degli incrementi dell’Indice annuo dei prezzi al consumo. dati raccolti dall’ISTAT.
Infine, si ricorda che l’assegno è esentasse ed è compatibile con la pensione di cittadinanza. Quindi, se i beneficiari percepissero anche questa misura potrebbero ottenere un assegno fino a 780 euro.
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