Prendere la patente spendendo poco e senza dover superare l’esame. Non è un sogno, è l’incubo di una truffa scoperta dalla Polizia Locale di Milano.
Una truffa individuata dagli investigatori del nucleo crimini informatici che utilizzava un sito clone del Portale dell’Automobilista.
I diciottenni hanno un obiettivo preciso, prendere la patente per diventare autonomi ed entrare finalmente nel mondo degli adulti indipendenti. Sotto con lo studio della teoria e con le prove pratiche per imparare a destreggiarsi tra le vie della città ed ottenere il prima possibile l’attesa patente. Tutto questo, però, ha un costo oneroso. La stima è di 1.200 euro circa includendo i corsi e le ore di guida obbligatorie. La cifra sale dovendo contare più guide o la ripetizione dell’esame in caso di bocciature. Sapendo l’importo elevato, gli investigatori del nucleo crimini informatici e telematici si sono impensieriti leggendo la pubblicità online di un metodo per ottenere la patente velocemente, facilmente e senza spendere grosse cifre. Ad inizio 2022 le verifiche sono scattate e l’idea iniziale di una truffa si è rivelata quella giusta.
Prendere la patente in poche ore con una spesa minima e senza dover effettuare esami. Il tutto promosso su un sito simile a quello del Portale dell’Automobilista. Gli investigatori hanno subito sentito odore di truffa e hanno iniziato ad indagare scoprendo parallelamente due gruppi su Telegram in cui si proponeva la vendita di documenti italiani a poche centinaia di euro (150 euro circa).
Il raggiro si è rivelato internazionale con il coinvolgimento di persone africane con molti contatti in tutta Italia. Le patenti ritoccate con applicazioni grafiche venivano vendute illegalmente tramite il sito attivo a livello internazionale. Ad acquistarle persone che avevano perso il documento di guida o stranieri arrivati nella nostra penisola attirati dall’idea di ricevere subito la patente senza conoscere il sistema.
Il sito trappola replicava perfettamente il Portale dell’Automobilista registrato negli USA sia nella forma che nei contenuti. I truffatori inviavano alle vittime foto delle patenti tramite Whatsapp chiedendo l’accredito dei soldi su carte di pagamento italiane. Immediatamente dopo la ricezione dei soldi diventavano irreperibili. Le ignare vittime avrebbero potuto accorgersi del raggiro facendo caso a quell’unica consonante differente del nome del dominio. Il sito è stato chiuso ma gli investigatori sono ancora al lavoro per risalire ai truffatori tramite indirizzi IP.
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