Esistono diverse tutele per i lavoratori che maturano TFR e contributi, in caso il datore di lavoro non versasse gli emolumenti.
Quando un dipendente comincia ad avere un rapporto di lavoro prolungato, comincia ad accumulare il TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto. Sia esso che i contributi devono essere versati per Legge dal datore di lavoro, secondo scadenze ben precise. Può capitare, tuttavia, che questi contributi non vengano emessi regolarmente.
L’INPS contempla anche questa possibilità ed è per quello che ha istituito un Fondo di Garanzia per mancato TFR, contributi o crediti diversi non pagati dal datore di lavoro. L’accesso a questa opzione, per, non è automatica per ogni cittadino. È necessario fare una richiesta specifica.
Il Fondo nasce per intervenire in caso un datore di lavoro non versi – o versi solo in parte – tutti quei contributi spettanti al lavoratore. Ovvero quelli che andranno a cumulare il TFR, a creare il monte per la pensione di vecchiaia, ma anche altre forme di previdenza complementare. Ciò è regolamentato dagli articoli numero 2, legge 297/1982 e numero 5 del d.lgs. 80/1992.
Come accennato poco sopra, il lavoratore deve fare la richiesta per accedere ai suddetti servizi INPS. L’interessato può anche scegliere se accedere alle prestazioni per il TFR, per i contributi o per altre erogazioni e/o crediti complementari.
La procedura telematica è stata aggiornata e adesso si può effettuare tutto da casa. Sul sito ufficiale dell’INPS è possibile accedere a informazioni, istruzioni e modulistica. Basta visionare la sezione “Modulistica e Normativa”.
Chi avesse una pratica già in essere, può cliccare su “Consultazione Domande” e visionare lo stato di ogni richiesta. Infine, se il lavoratore deve completare la pratica con documentazione aggiuntiva, dovrà accedere alla sezione “Invia Documenti”, e avrà la possibilità di risparmiare tempo non dovendo inviare raccomandate cartacee.
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