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Economia

Canone Rai, bisogna pagarlo anche se la tv è rotta? Cosa dice la legge

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Canone Rai, molti cittadini si chiedono se bisogna pagarlo anche se la televisione risulta rotta. Vediamo nel dettaglio cosa dice la legge. 

Sempre più cittadini italiani si chiedono in questo periodo se sia obbligatorio pagare il canone Rai anche nei casi in cui la nostra televisione giace sepolta in cantina.

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Di sicuro, la tassa di possesso introdotta in Italia con la nascita della televisione, ha sempre creato polemiche in tal senso. È giusto pagare a prescindere per un servizio che non necessariamente si utilizza? Secondo lo stato italiano si. Ed è anche l’unico per mantenere indipendente il servizio pubblico dalla pubblicità. 

Canone Rai, va pagato anche in caso di non utilizzo del televisore

E l’abbonamento Rai va pagato anche nel caso in cui il televisore che abbiamo in casa non è utilizzato. In tal senso infatti, non è importante che non sia collegato a un decoder o a una corrente elettrica. Basta semplicemente possederlo e scatta la tassa di possesso statale. Nel caso in cui però, il dispositivo in questione risulti rotto e non funzionante, il contribuente non è più tenuto a pagare questa imposta.

A quel punto però, il cittadino deve ricordarsi di fare un passaggio indispensabile per esentarsi dal pagamento. Bisogna infatti presentare un’apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate. Va inoltrata una dichiarazione sostituiva di non detenzione. Questa deve essere presentata entro la data ultima del 31 gennaio, e consente di evitare il pagamento.

Chi è arrivata troppo tardi a questa scadenza, può approfittare della seconda, prevista per il 30 Giugno. In questo caso però, se si soddisfano i requisiti e la domanda viene accettata, si verrà esentati dal pagamento del canone soltanto a partire dal secondo semestre. 

Canone Rai, come funziona l’esenzione per gli over 75

Anche chi ha più di 75 anni e può dimostrare di avere un reddito molto basso, viene esentato dal pagamento del canone. Ma anche in questo caso, è necessario inviare la medesima comunicazione al fisco. Per accedere a questa esenzione, è in primo luogo indispensabile aver compiuto il settantacinquesimo anno di età. Per quanto riguarda invece i limiti di reddito, questo deve risultare inferiore alla cifra di 8 mila euro.

Si prende sempre naturalmente in considerazione quello dichiarato l’anno precedente. E questo significa che si presenta domanda di esenzione nel 2022, il reddito che verrà preso in considerazione sarà quello del 2021. Anche in questo caso sono predisposte due date per fare richiesta. Se la si inoltra entro il 30 Gennaio 2022 e si risponde ai requisiti richiesti, si sarà esentati per tutto l’anno dal pagamento del canone. 

Cosa accade se la domanda viene presentata il 30 Giugno?

Se invece la domanda viene presentata il 30 Giugno, si verrà esentati dal pagamento soltanto a partire dal secondo semestre. Quest’ultima data può naturalmente essere utilizzata nel momento in cui si compiono 75 anni di età dopo gennaio e dunque quella di giugno è semplicemente la prima data utile per farlo. La domanda, nel momento in cui viene accettata, resterà valida anche per gli anni successivi.

Se però successivamente, il reddito dichiarato si alza e superi i livelli che erano consentiti per l’esenzione, sarà compito del contribuente inoltrare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

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