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Telefono Rosso, Terza Guerra Mondiale: un’escalation preoccupante

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Giungono notizie di un ipotetico ripristino del cosiddetto “Telefono Rosso”, sembra per volere di Joe Biden. Cosa vorrà mai comunicare a Putin? Il punto della situazione.

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Chi appartiene alla generazione dei cosiddetti “boomer” o alla generazione “X” ricorderà senza dubbio scene da film “007”, con il Presidente degli Stati Uniti di turno che chiama il Presidente Russo di turno con un particolarissimo “telefono rosso”. Si tratta di un elemento divenuto parte dell’immaginario collettivo soprattutto durante la “Guerra Fredda”.

Per rinfrescare un po’ la memoria, in particolar modo di quella dei più giovani, ricordiamo che nel giugno del 1963 alcuni delegati del governo degli US e dell’Unione Sovietica firmarono a Ginevra un documento passato alla storia. Si tratta del “Memorandum d’intesa riguardo all’implementazione di una linea di comunicazione diretta”. A seguito di questo trattato, veniva inaugurato il famoso “Telefono Rosso”. Ovvero una linea di comunicazione diretta ed esclusiva tra la Casa Bianca e il Cremlino. Che in realtà non era un vero e proprio telefono, e nemmeno rosso, anche se metaforicamente è sempre stato raffigurato così.

In quegli anni si arrivò al culmine della tensione tra Russia e Stati Uniti, e tutto il mondo temette una guerra nucleare. E la fine della Civiltà per come la si conosceva. Per cercare di fermare la possibilità concreta di un conflitto che avrebbe raso al suolo l’umanità, venne ideato appunto un canale di comunicazione diretto. Ebbe successo e, se anche all’epoca Cina e Francia non aderirono completamente alla sospensione degli esperimenti nucleari, la diplomazia ebbe la meglio e la guerra mondiale venne scongiurata.

Telefono Rosso e crisi Russia Ucraina, oggi

Ad oggi, a seguito di un’escalation sempre più preoccupante nel conflitto che vede Russia, USA ed Europa sempre più in disaccordo, pare che Joe Biden abbia riproposto l’attivazione di una comunicazione diretta con il Cremlino. Secondo informazioni provenienti da Politico, uno dei canali di comunicazione più autorevoli che si occupa di temi di politica estera, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti avrebbe inviato una proposta a Putin. Quella di istituire una linea diretta e comunicare per iscritto con il presidente Biden. Sempre secondo le medesime fonti, da Mosca non sarebbe ancora giunta una risposta.

Se però il vecchio telefono rosso era in realtà “un sistema di telescriventi collegate attraverso un cavo sottomarino che passava da Londra, Copenaghen, Stoccolma e Helsinki“, oggi la comunicazione avverrebbe in altro modo, magari tramite chat o email su linee satellitari e “hotline” criptate. Tutto deriva dalla scelta di una comunicazione scritta piuttosto che verbale, già fin dagli anni ’60. Ciò, per evitare incomprensioni, “esplosioni di rabbia” impulsiva, fattori che avrebbero annullato in un istante, allora come ora, lo scopo pacifico della linea diretta.

I messaggi scritti, insomma, permettono di inviare comunicazioni più “ragionate” e diplomatiche, esattamente come avvenne durante le fasi più acute della guerra fredda. Chissà cosa ha intenzione di dire Joe Biden a Putin. Chissà se il Cremlino permetterà di tornare ad un sistema ormai “seppellito” con la speranza di non doverlo mai più utilizzare.

Non ci rimane che continuare a seguire gli eventi, e sperare. Esattamente come negli anni ’60 e nei periodi seguenti che hanno segnato la storia, di arrivare a far vincere diplomazia, buon senso, umanità e speranza.

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