Scuola, nuove regole del Governo in caso di positività in classe

La scuola italiana fa dietro front: arrivano le nuove regole le quali, in realtà, altro non sono che le vecchie disposizioni dell’anno scorso. A quanto pare, le indicazioni rese note meno di un mese fa circa non sono più consone con il momento storico che stiamo vivendo. In effetti, in quasi tutta la penisola, si è verificato un aumento progressivo dei contagi soprattutto tra i soggetti non vaccinati. Ovviamente, fanno parte di questa categoria anche i più piccoli. Dall’altro lato, poi, la nuova variante Omicron sembra essere inarrestabile, arrivando a diffondersi soprattutto tra gli scolari. Per questo motivo, dunque, il Miur assieme al Ministero della Salute hanno pensato a una stretta un po’ più forte.

Le nuove regole da seguire in caso di positività in aula, cosa cambia a scuola

Jacopo Greco, capo dipartimento del Miur, e da Giovanni Rezza, direttore generale del Ministero della Salute si sono occupati della realizzazione della nuova circolare. In questo modo, i due ministeri si sono confrontanti ed hanno ritenuto opportuno applicare le vecchie regole per evitare ulteriori danni alle scuole italiane.

In particolare, il dato che ha fatto scattare l’allarme è stato il cambiamento dell’incidenza settimanale, ritenuto rischioso in base al numero della popolazione. Per essere ancora più chiari, attualmente, ci troviamo in una situazione in cui si registrano 125 casi per 100.000 abitanti. Un dato lontanissimo da quello considerato “ottimale”. Infatti, 50 casi per 100.000 abitanti, al contrario, risultavano essere una condizione più “accettabile”. E solo in tale caso il programma di sorveglianza con testing avrebbe avuto validità.

Dunque, ciò vuol dire che le nuove regole non sono altro che le vecchie, quelle adoperate fino all’ottobre scorso in tutta la scuola italiana. Di conseguenza, qualora si verificasse anche un solo caso di positività da Covid all’interno di una classe, tutti i contatti stretti ritorneranno in quarantena. Ciò avverrà a prescindere dal fatto che il positivo risulti essere uno scolaro, un docente o un membro del personale ATA.

Intanto, segnaliamo come dal prossimo anno alcune scuole superiori italiane dureranno 4 anni e non più 5.

Il ritorno della DAD per tutti

Una volta essersi accertati della presenza di un soggetto positivo, il o la preside può gestire immediatamente la situazione in assenza o ritardo delle autorità sanitarie. Dunque, se quest’ultime non riescono ad intervenire nel minor tempo possibile, il dirigente può imporre nuovamente la DAD per tutti nell’immediato.

Per quanto riguarda le informazioni relative alla durata della quarantena e al timing per effettuare i test diagnostici, anche qui bisogna fare un passo indietro. Ovvero, semplicemente si devono seguire tutte le indicazioni presenti all’interno della circolare del Ministero della Salute dell’11 agosto 2021.

Infine, ricordiamo che il test diagnostico in questione deve essere effettuato nel minore tempo possibile. L’ideale, dunque, sarebbe sottoporsi allo stesso entro le 48 successive alla conferma del caso di positività.

Intanto alleghiamo le disposizioni della circolare prima menzionata: