Postepay: come difendersi dalle truffe che stanno svuotando il conto corrente degli italiani

Postepay: come difendersi dalle truffe fatte sulla carta di Poste Italiane. Infatti, molte sono le segnalazioni che arrivano dai possessori di questa nota carta di pagamento. In particolare, la situazione è diventata allarmante a metà del 2021. Molti titolari della carta hanno visto il proprio conto prosciugarsi con piccole operazioni non autorizzate da loro. Si tratta di esigui prelievi, perlopiù 4,20 euro, a cui vanno sommati 5 centesimi di commissione. Questi continui addebiti risultano a nome di Google Play, eppure i malcapitati giurano di non aver mai effettuato alcun acquisto. Ma cerchiamo di capire come difendersi da queste truffe.

Postepay: come difendersi dalle truffe che stanno svuotando il conto degli italiani

Il primo passo da fare, se si scoprono illeciti sulla Postepay, è bloccare immediatamente la carta. Basta telefonare al numero verde di Poste Italiane, attivo 24 ore su 24, l’ 800.00.33.22. Da questo momento nessuno può più operare a nostra insaputa. Il passo successivo è effettuare una querela, recandosi al Commissariato di Polizia più vicino o in una stazione dei Carabinieri. Con la querela possiamo, innanzitutto, segnalare gli abusi e poi avere il rimborso da Poste Italiane (anche se la richiesta di rimborso può essere effettuata pure senza la copia della querela).

La nostra denuncia è importante perché permette alle forze dell’ordine di poter indagare. Siccome non conosciamo i responsabili, il fascicolo sarà aperto verso ignoti. La Cassazione ha stabilito che per configurare il delitto di ricettazione basta che la somma in questione sia transitata sulla carta elettronica dell’imputato e che il colpevole non sappia dare spiegazioni del fatto [1].

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Dopo la querela la richiesta a Poste Italiane

Dopo aver sporto la querela, si può presentare a Poste Italiane la richiesta di rimborso delle somme sottratte. La Cassazione, infatti, attribuisce alla banca la responsabilità dell’accesso abusivo al conto corrente del cliente o alla sua carta prepagata [2]. È la banca, infatti, a dover adottare le adeguate misure per prevenire truffe e le operazioni non autorizzate ai danni del cliente. Le Poste non hanno alcuna responsabilità solo nel caso in cui si dimostri che il titolare della carta non abbia custodito in modo corretto le credenziali di accesso. Oppure, se la segnalazione dell’illecito avviene dopo molto tempo, il correntista è tenuto a dimostrare di non aver autorizzato quelle operazioni[3].

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Utili comportamenti anti-truffa

Per evitare di essere truffati dovremmo prestare attenzione anche ai nostri comportamenti. È molto importante, ad esempio, non lasciare mai la carta in giro, perché possono copiare facilmente i nostri dati e il codice che si trova sul retro. Meglio custodirla sempre nel portafogli.

Fare attenzione se arriva qualche comunicazione via e-mail con il logo Poste Italiane. Sicuramente è una truffa perché le Poste non usano mai questo canale per comunicare con i clienti.

Infine, una cosa molto utile da fare è andare sul sito internet delle Poste e avviare la procedura di sicurezza web. In questo modo la Postepay viene collegata a un numero di cellulare, e così riceveremo un messaggio per ogni operazione effettuata in tempo reale.

[1] Cassazione sentenza. n. 52271/2016.

[2] Cassazione sentenza n. 2950/17 del 3 febbraio 2017; Tribunale di Roma, sentenza n. 16221/16 del 31 agosto 2016; Cassazione sentenza n. 10638/2016

[3] Cassazione sentenza n. 26916/20 del 26 novembre 2020.